Centrocampo di sostanza, difesa impenetrabile, attacco cinico: le pagelle di Lecce-Cremonese

Falco e La Mantia si sbarazzano della Cremonese: il Lecce vola al terzo posto in classifica al termine di una sfida ben condotta, come al solito, di sacrificio e di intelligenza.

Questa volta la sosta ha fatto davvero bene! Il Lecce, dopo la settimana di riposo, riparte da dove si era fermato: da una vittoria bella e convincente. Al “Via del Mare” Falco e La Mantia servono il 2 a 0 (leggi la cronaca della gara)a scapito della Cremonese, squadra dalle ottime individualità, ma che stasera non è riuscita a pungere, complice anche un Lucioni in forma smagliante. Ci mette più di un tempo la comitiva giallorossa prima di bucare la (ex) miglior difesa del campionato. Alla fine ci pensa il solito Falco a rompere gli indugi. Da sottolineare anche la buona prova di Armellino, insieme a quella di un instancabile La Mantia.

Vigorito, 6.5: non è costretto a interventi paranormali, ma comunque si fa trovare sempre pronto quando la Cremonese prova a impensierire la difesa salentina. Attento in uscita, fa vedere buoni riflessi.

Venuti, 6+ : vive il suo momento migliore e il gol a Cosenza ne è la prova. Fabio Liverani, allora, lo conferma lungo l’out destro e al quinto minuto lancia magnificamente La Mantia in area di rigore avversaria: l’attaccante giallorosso però va giù reclamando un penalty. Molto bene, anzi benissimo, in fase di proposizione, mentre in copertura, con Armellino, soffre la velocità di Croce.

Lucioni, 7: si mette a guidare la difesa con la solita personalità e autorevolezza e alla fine risulta essere il miglior in campo dei suoi. Primo tempo sontuoso per lui che non sbaglia praticamente niente: che sia di testa, o che sia un filtrante basso, lui non sbaglia un anticipo. Da apprezzare anche un paio di lanci lunghi piuttosto precisi per un difensore centrale.

Meccariello, 6.5: vince la concorrenza sul recuperato Bovo e accanto a Lucioni riesce a dire la sua. Non concede più di tanto a Brighenti e soci, al tiro perlopiù dalla distanza o con qualche rimpallo vinto. Tiene alta la guardia

Calderoni, 6.5: dopo aver morso il freno scontando il turno di squalifica, l’ex Novara si riprende la “sua” corsia mancina. Una buona prova la sua, ma vederlo giocare bene non fa più notizia. Gran bel tiro al sesto della seconda frazione con Ravaglia costretto a rifugiarsi in angolo. Suo il cross in area in occasione del gol di Falco, cerca il gol al 90esimo.

Petriccione, 6.5: si prende, come sempre, le redini del gioco e lo fa con tocchi d’alta classe. Alcune giocate meritano di essere viste e riviste, anche se non riesce a trovare il guizzo giusto per il reparto offensivo. Ci mette lo zampino in occasione del raddoppio del Lecce firmato La Mantia: il calcio d’angolo battuto al centro parte dai suoi piedi fatati. Unico neo: la palla persa ad inizio ripresa che stava per imbeccare un bel contropiede ospite.

Scavone, 6.5: in panchina nell’ultimo turno, torna al suo posto in mezzo al campo. Si muove con buona gamba, disputando un primo tempo di enorme sacrificio. Bene sui movimenti, ottimo in fase di copertura, sbaglia alcuni appoggi. Nel finale sfiora il gol del potenziale 3-0.

Armellino, 6.5: dopo l’ultimo spezzone di partita in quel di Cosenza, Liverani lo premia con una maglia da titolare, la prima stagionale davanti al pubblico amico. Al pari del collega di reparto Scavone, contribuisce a dare più sostanza alla mediana, sacrificando imprevedibilità e brio. Ammonito al 23esimo, si fa apprezzare per un paio di assist col contagiri. Nel secondo tempo cresce a dismisura ed esce a corto di fiato al 34′.
dal 35′ s.t. Haye, 6: tocca il suo primo pallone dopo un minuto dal suo ingresso e per poco non trova il suo primo gol italiano: peccato per il suo tiro troppo debole e centrale.

Mancosu, 6.5: è lui il trequartista di questo Lecce anche se ci mette più di qualche minuto a girare a pieno regime. Prova la girata vincente all’ultimo minuto del primo tempo, ma il suo destro si spegne in Curva. A tratti appare disorientato, ma quando si accende mette i brividi: come al 22′ della seconda frazione, quando con un missile dalla distanza costringe Ravaglia a un super intervento all’incrocio dei pali. Esce a una manciata di secondi dal fischio finale.
dal 92′ Arrigoni, senza voto: entra nei secondi finali e rimedia anche una brutta botta.

Falco, 7.5: il man of the match di Cosenza si conferma anche questa sera! Guadagnata la maglia da titolare, sforna la solita prestazione di qualità. Tocchi d’alta classe e intesa vincente con i suoi compagni, sbroglia la matassa al 19eismo del secondo tempo, ribadendo in porta un primo tentativo che il portiere avversario aveva neutralizzato d’istinto. Esce a un quarto d’ora dal termine, stremato, ma accompagnato dagli applausi degli 8mila 198 spettatori del “Via del Mare”.
dal 30′ s.t. Palombi, 6: prende il posto di Falco e mette quella dose di ossigeno e velocità preziosa a fine gara.

La Mantia, 7.5: pronti-via e duella subito con Mogos con il quale al 5′ di gioco perde un contrasto in area reclamando un rigore che però l’arbitro Serra non concede. Disputa la solita gara tutta corsa e sacrificio, andando a recuperare palloni fin a ridosso della sua area di rigore. Poco presente nei sedici metri avversari, ma palla al piede fa quel che vuole. Martoriate le sue caviglie dai lombardi. La sua partita però meritava il gol: puntale arriva al 33esimo, con una incornata di testa, su azione d’angolo, che manda in orbita il Lecce.

Liverani, 7: la settimana di sosta permette lui di rimettere in sesto l’intera difesa, anche se deve rinunciare a Tabanelli, KO con il mal di schiena. Al suo posto sceglie Armellino e la scelta alla fine paga: l’autore del gol della passata promozione, insieme a Scavone, offre la solidità giusta su un campo appesantito dalla pioggia di questa domenica. Premia Falco che ricambia la maglia da titolare con un’altra prestazione d’autore, impreziosita dal gol che fa saltare il banco. Vincente, ancora una volta, la carta La Mantia che al termine di una prestazione tutta cuore e polmoni, trova il 2-0 che, signore e signori, vale il terzo posto in classifica. Bene, mister!



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