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‘A Galatina si opera con la torcia dei telefonini’, replica la Asl:’Illuminazione a norma’

by Redazione
31 Luglio 2017 16:10
in Attualità
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Meglio arrivare subito al punto della vicenda, senza troppi giri di parole. Da un sopralluogo effettuato questa mattina è emerso che all’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina gli interventi chirurgici si svolgono alla luce delle sole scialitiche. Vero è che si sono verificati di black-out in una delle quattro sale operatorie. Ma da qui a dire che gli interventi chirurgici vengano eseguiti con l’illuminazione dei telefonini ce ne vuole. Un doveroso chiarimento, questo, da effettuare alla luce di due note stampa fatteci pervenire in redazione sia dall’associazione “Salute Salento”, sia dalla Asl di Lecce, con tanto di dichiarazione del direttore Giovanni Gorgoni. Si parte dall'allarme lanciato in data odierna dall'articolo di un quotidiano locale intitolato "La lampada è rotta da quattro anni, si opera con la torcia dei telefonini".
 
Cesare Mazzotta, che di “Salute Salento” ne è presidente, attraverso un comunicato cerca di fornire la giusta chiave di lettura del caso:“I chirurghi sanno benissimo che la fioca “lucetta” dello smartphone non può essere di alcun aiuto nel corso di un intervento. E’ stata solo un’occasione ghiotta per il giornalista che non ha voluto rinunciare al facile sensazionalismo offerto dai sanitari e che ha diffuso la notizia omettendo di sottolineare la natura provocatoria e di protesta della segnalazione”.

Per completezza, Salute Salento ha sentito il giornalista Antonio Della Rocca del Corriere, autore della notizia. In sostanza Della Rocca conferma l’incredibile situazione riferita da tre chirurghi: in più di qualche caso qualcuno in sala ha usato il telefonino, perché effettivamente  possono crearsi delle ombre che con la luce del telefonino possono essere azzerate. E annuncia che pubblicherà altri «particolari». Il giornalista quindi ha riportato la realtà riferita dai chirurghi: nelle sale operatorie dell’ospedale di Galatina si vivono situazioni decisamente assurde, sulle quali il direttore della Asl ha annunciato che vorrà vederci chiaro
 
Dopodiché, giungono le precisazioni della Asl leccese secondo cui – stando agli ultimi rapporti di ingegneria clinica di maggio 2015 – l'illuminazione del campo operatorio nelle tre sale dell'ospedale di Galatina risulta abbondantemente nella norma. Due delle tre sale sono dotate di scialitica fissa a soffitto e una terza sala di scialitica mobile in sostituzione di quella fissa guasta da tempo. Non solo. L'illuminazione prevista dalla normativa per il campo operatorio è ricompresa tra i 10mila e i 100mila lux, valori rispettati dai controlli recenti anche dalla scialitica mobile che, fra l'altro, è certificata dal costruttore per 105mila lux; e in ogni caso è già in aggiudicazione una nuova lampada fissa.
 
Poi, come accennato ad inizio articolo, il sopralluogo mattutino:"La sicurezza delle sale operatorie è un argomento particolarmente a cuore della direzione – dice Giovanni Gorgoni – e ai primi di agosto ho disposto una verifica straordinaria di tutte le sale operatorie dell'Azienda (oltre 40), alle cui prime risultanze  abbiamo già dato seguito con gli interventi risolutivi qualunque fosse l'importo economico. La stessa sostituzione della lampada fissa in questione è stata recentemente da noi autorizzata nello stesso momento in cui ci è stata segnalata la criticità".
 
"Quello che invece mi preoccupa e su cui ho chiesto una inchiesta rapida – conclude – è la presenza di telefonini in sala operatoria ma soprattutto la riportata consuetudine di condurre interventi chirurgici con la luce dei cellulari, tanto più che l'ospedale dispone di altre due sale sottoutilizzate”. Del resto, legge e deontologia professionale esigono che l'intervento chirurgico neanche inizi se qualunque operatore ravvisi o sospetti che il paziente non sia in sicurezza, anche contro i rapporti ufficiali. “Andremo a fondo – conclude – ma vorrei sperare che si sia trattato di una irresponsabile provocazione".

"Nelle ultime ore è stato avviato un confronto diretto con il personale di sala operatoria – aggiunge Giovanni Gorgoni – gli interpellati hanno escluso la prassi bizzarra e pericolosa del telefonino utilizzato in sala anche come fonte di luce".

Tags: disservizi-asl
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