Abbigliamento improprio per il personale sanitario al Fazzi, direzione Asl avvisata

Da quanto denuncia l’Associazione Salute Salento, la direzione dell’ospedale leccese non distribuisce le divise e i senologi dell’Oncologico sono costretti a fare le biopsie con i pantaloni da passeggio. Una situazione che si ripete purtroppo anche in altri distretti.

Prima le lenzuola che non erano in cotone, mettendo a serio rischio infezioni da batteri, ora è la volta dell’abbigliamento di coloro che operano in ospedale ed hanno contatto con l’utenza anche in situazioni delicate.
Da quanto si apprende dall’Associazione Salute Salento, in tutta la Asl di Lecce sono tanti i disagi legati alle forniture dell’abbigliamento da lavoro, disagi non da poco in un settore delicato come la Sanità.

La denuncia odierna riguarda cinque medici-senologi del “Vito Fazzi” , all’interno del padiglione Oncologico, che prelevano i tessuti per eseguire le biopsie sulle pazienti sospette di tumore al seno: i sanitari non hanno ancora ricevuto la divisa che l’azienda deve mettere a loro disposizione, ovvero pantaloni di colore verde, maglietta, camice.

Una ventina di giorni fa i professionisti hanno scritto una lettera alla direzione del presidio ospedaliero, la quale, a sua volta, ha fatto pervenire la richiesta alla direzione generale di via Miglietta. Ma da allora nessuna risposta e i senologi continuano ad operare con i pantaloni con i quali vanno a fare la spesa al supermercato. "Non ci sono le condizioni igieniche – osserva un sindacalista che conosce la situazione – Questi dottori manipolano ogni giorno materiale sterile, ma indossano la biancheria normale".

E non è tutto. Sempre al Fazzi, al personale della “Stroke unit” così denominato il reparto di degenza dei pazienti colpiti da ictus, non sono state distribuite le divise blu ma per un motivo diverso: pare che il capitolato della gara, vinta nei mesi scorsi dalla ditta Lavit, non abbia previsto le divise per questa unità, considerata «nuova» . nuova perché partita nel 2010!
La direzione sanitaria anche in questo caso ha preso atto delle mancanze e, di conseguenza, dovrà prevedere una spesa che forse non era considerata tra le imminenti. Intanto, spiegano dal reparto, i familiari e i parenti dei pazienti in visita indossano tute e calzari sterili, mentre gli operatori sanitari no, nell’attesa assurda delle tute.

E la lista di ciò che manca non finirebbe qui: i camici mancherebbero anche all’ambulatorio di Martano e in altre unità della Asl. Insomma, una situazione che così non può continuare e alla quale va posto rimedio, soprattutto se ad essa si sommano le altre “voragini” della Sanità tra liste d’attesa interminabili e quant’altro.



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