Caffè e pasticciotto, la colazione dei salentini a un euro. La ricetta per ripartire di Angelo Bisconti

Per invogliare la gente a fare colazione al bar, il maestro pasticcere Angelo Bisconti ha pensato di offrire una tazzina caffè Quarta e un pasticciotto al costo simbolico un euro.

Un salentino doc sa bene che per cominciare la giornata nel migliore dei modi, anche quella che parte con il “piede storto”, non c’è niente di meglio di un buon caffè, rigorosamente Quarta, accompagnato da un buon pasticciotto, il dolce simbolo di questa terra che ha conquistato i palati del mondo intero. Così il maestro pasticcere Angelo Bisconti, che con le sue infinite “trovate” ha contribuito a rendere popolare questa bontà di pasta frolla – basta citare la versione light, arcobaleno o dark dedicata all’allora Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama da cui ha preso in prestito il nome –  ne ha pensata una delle sue per “tornare alla normalità” in questa fase due di convivenza con il virus.

Dal 5 giugno –  giorno della riapertura al pubblico  della caffetteria Obama, in via Stati Uniti d’America, a Campi Salentina, e fino alla fine dell’emergenza sanitaria – sarà possibile gustare una tazzina di caffè Quarta e un pasticciotto al costo simbolico di un espresso, un euro.

Una bella iniziativa, realizzata in collaborazione con Quarta Caffè e col benestare del comune di Campi Salentina, per invogliare la gente a  consumare la colazione al bar e per esorcizzare la paura del Covid19. Sempre rispettando le “regole” del distanziamento sociale e i protocolli di sicurezza.

«Questo non è il momento per piangersi addosso o aspettare contributi dallo Stato che mai arriveranno. Occorre darsi da fare e investire sul futuro. Per questo invito i miei colleghi a fare lo stesso, sposando la mia iniziativa che unisce due eccellenze del territorio: il pasticciotto leccese e il caffè Quarta. È l’ora di ripartire!» ha dichiarato il maestro Bisconti.

Un’idea senza dubbio in “controtendenza” rispetto alle tante segnalazioni giunte da tutta Italia che raccontano di prezzi ‘aumentati’ in nome del Coronavirus, di rincari che pesano sulle tasche dei clienti che non hanno nascosto il malumore pubblicando gli scontrini sui social.