Botti di Capodanno, il cuore di Diana non ha retto. Le associazioni animaliste: ‘Non bastano le ordinanze inascoltate’

Si può morire di paura nella notte di Capodanno? Se lo chiedono le associazioni animaliste dopo la tragica vicenda della cucciola Diana

Il cuore di una cucciola di pastore maremmano non ha retto a causa dei botti di capodanno ed è morta vicino alla sua famiglia incredula. Anche questo può essere il bilancio di una tradizione che sempre più cittadini contestano. «Molte persone credono che quando le associazioni animaliste si battono per l’abolizione di questa, ormai, becera pratica di festeggiare l’arrivo del nuovo anno con botti e fuochi d’artificio, lo facciano per partito preso, purtroppo non è così e la morte di Diana ne è un esempio».

Sono amare, amarissime le considerazioni di Giuseppe Albanese, Presidente dell’Associazione ATA PC Lecce, un’associazione che si occupa della difesa e della tutela dei nostri amici a quattro zampe, soprattutto di quelli più sfortunati che non hanno una famiglia a cui poter donare tutto il loro affetto.

Tante le polemiche nei giorni scorsi in merito all’invito ripetuto da tutti di non lasciarsi andare a festeggiare il nuovo anno con botti, petardi e fuochi pirotecnici che tra le altre indicazioni hanno anche quella grave, gravissima, di spaventare gli animali, cani e gatti in modo particolare.

Nulla da fare. Questa pratica anche se non ha prodotto fortunatamente feriti tra gli umani per la sempre maggiore consapevolezza nell’utilizzo dei fuochi legali e grazie anche al lavoro intelligente di prevenzione delle Forze dell’ordine che hanno dichiarato guerra senza quartiere ai botti illegali, non è stata certo messa in soffitta. E tanti animali hanno vissuto ore di autentico terrore. C’è anche chi non ce l’ha fatta. E il caso di Diana, il cui cuore non ha resistito ed è morta.

È successo a Lecce il 31 dicembre 2019 – raccontano dall’Associazione ATA PC di Lecce -. Mentre tutti festeggiavano a suon di botti e fuochi pirotecnici l’arrivo del nuovo anno, in un appartamento leccese si accasciava la piccola Diana davanti agli occhi increduli dei suoi amici umani.

«Diana, cucciola di maremmano di soli 11 mesi, dopo un triste abbandono, da poco aveva trovato una famiglia che l’aveva accolta con amore, ma a nulla sono valse le cure dei suoi compagni umani quando, spaventata a causa dei botti di capodanno, il suo cuore non ha retto e un infarto l’ha portata via dall’affetto dei suoi cari».

L’amarezza di tanti sta nel fatto che le ordinanze puntualmente emesse contro lo sparo di fuochi in realtà non vengano rispettate essendo considerate meri consigli senza alcun rischio di sanzione.

«A nostro avviso, non basta fare un’ordinanza per vietare i botti, che già sono vietati perché illegali, ma occorre varare una legge nazionale che abolisca definitivamente questa pratica, perché gli animali hanno il diritto a non morire a causa dei botti di Capodanno. Vietare non basta, occorrono controlli seri e sanzioni mirate» dice convintamente Giuseppe Albanese.

«La nostra Associazione – conclude l’ ATA PC – si batterà con tutte le sue forze affinché questa “usanza” possa essere debellata, appellandosi al diritto alla vita di tutti gli esseri viventi e lo faremo in memoria della piccola Diana».



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