Chiese aperte tutto il giorno tra le polemiche. GTI: “caos prevedibile, ma condanniamo i toni provocatori”

All’indomani della partenza del progetto anche GTI, l’associazione nazionale Guide Turistiche Italiane, prende di nuovo posizione su Leccecclesiae.

Tante le polemiche, in passato, sulle chiese off-limits per i turisti che, scontenti, tornavano a casa senza aver ammirato la maestosa bellezza dei gioielli barocchi. Serviva anche a questo il progetto Leccecclesiae, promosso dall’Arcidiocesi e realizzato dalla Cooperativa Sociale ArtWork: a rendere fruibili i tesori salentini più incantevoli, spesso sacrificati sull’altare dei tempi morti, grazie ad un ticket d’ingresso che permette di visitare il Duomo, la Basilica di Santa Croce, le Chiese di San Matteo e Santa Chiara, il Museo Diocesano d’Arte sacra e chiostro del Palazzo del Seminario no-stop. Tutti i giorni, comprese domeniche e festivi, dalle 9.00 alle 21.00.

La partenza, però, ha sollevato non poche polemiche. Ancora. Il primo nodo venuto al pettine è quello delle ‘comitive’ di turisti che hanno prenotato una vacanza nel capoluogo barocco quando il biglietto a pagamento non era ancora stato concepito. Anche per questo, fino al 31 maggio, l’accesso per loro sarà gratuito a patto che venga dichiarata prima la provenienza, la ‘consistenza’ dei gruppi, del tour operator o della guida turistica interessata. Fino a tale data, insomma, sarà possibile richiedere un biglietto di ingresso senza pagare per i gruppi già formati e contrattualizzati che dovessero accedere entro il 31 ottobre 2019.

Qualche dubbio lo ha sollevato anche GTI, l’associazione nazionale Guide Turistiche Italiane. Su due fronti: “Il gran caos, prevedibile, e i toni della polemica” come sintetizzano i referenti regionali Angela Acquaviva e Luigi Mazzoccoli.

«Da subito si è offerto un triste spettacolo con biglietterie online non funzionanti. Il che conferma che vanno pianificate strategie precise e che l’improvvisazione è dannosa» si legge in una nota di GTI che, nonostante le perplessità mai nascoste sul progetto (lo staff di ArtWork è composto anche da guide turistiche oltre che da vertici di associazione di categoria. Fatto che crea, a loro dire, “evidenti conflitti di interesse”) si dissocia dai toni provocatori delle guide pugliesi e dai contenuti di un volantino da loro diffuso in cui si invitano i candidati sindaco ad un confronto pubblico.



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