Coronavirus, Lopalco dialoga con Salvemini: “Fase 2 diversa tra regioni solo se si chiudono i confini”

Il punto sull’emergenza sanitaria da parte del Prof. Lopalco, intervenuto in diretta Facebook con il sindaco di Lecce. “In Puglia abbiamo compiuto un miracolo grazie allo sforzo di tutti”.

“La Puglia ha risposto molto bene all’emergenza, ma la Fase 2 dovrà essere gestita con molta cautela e la Regione è già preparata”. Questo, in estrema sintesi, il pensiero del Prof. Pier Luigi Lopalco, capo della task force della Regione Puglia nella lotta al covid-19, intervenuto in collegamento in diretta con il Sindaco di Lecce Carlo Salvemini.

In questa domenica il primo cittadino del capoluogo pugliese ha fatto il suo consueto punto quotidiano attraverso i canali social, ma oggi è stato accompagnato dal luminare scelto da Michele Emiliano per far fronte al coronavirus.

“La curva sull’epidemia – ha spiegato in apertura Salvemini – resta stazionaria e in discesa. Ieri in provincia di Lecce sono stati registrati altri 9 casi, portando il numero complessivo a quota 443. In città ieri abbiamo registrato altri 2 positivi, per un totale di 61 casi. L’andamento si conferma lineare, con buone risposte, anche se lentamente“.

Tradotto in numeri, con i suoi 2.694 casi attualmente positivi, la Regione è al 18% di carico sul sistema sanitario: “è un dato più che rassicurante – commenta Carlo Salvamini. Il lockdown ha funzionato: ha evitato cioè di mandare in tilt i nostri ospedali. Il famigerato R0 in Puglia è pari a 0,38 mentre la media nazionale è del 0,40″.

L’andamento della curva

“I dati dimostrano che la curva epidemica è in discesa – esordisce il prof. Lopalco. Ma naturalmente la discesa è molto lenta: spegnere un incendio non è come appiccarlo. In Puglia, in particolare, l’andamento della curva è identico a quello nazionale, ma con un numero di casi notevolmente inferiore”.

Sulla differenza di casi tra nord e sud Lopalco dice la sua: “intanto nel Mezzogiorno il virus è arrivato con qualche settimana di ritardo che ci ha permesso di non essere colti di sorpresa. Ma bisogna dire grazie soprattutto ad un uno sforzo biblico della regione per sistemare gli ospedali e adeguarli al trattamento Covid-19: a livello sanitario vi garantisco che è stato compiuto un miracolo.

E poi c’è da dire che i cittadini sono stati bravi, molto bravi: i pugliesi si sono dimostrati disciplinati e ci hanno risparmiato rincorrere ai focolai. I Dipartimenti di prevenzione, che a Lecce sono molto validi, hanno fatto un lavoro certosino che hanno spezzato la catena del contagio”.

E chiaro che il numero di nuovi casi da dopo Pasqua si è notevolmente abbassato, anche se la crescita non è continua. Ma v’è da dire che anche il numero di tamponi giornalieri è aumentato a dismisura.

“I casi sono in crescita per numeri assoluti, ma in realtà è aumentata la nostra capacità di procedere ai tamponi. Il rapporto tra tamponi e casi positivi, quindi, si è ridotto di molto. Ma attenzione a quando sentiamo parlare i ‘pazienti’: c’è una grossa fetta di positivi che sono asintomatici o paucisintomatici. Poi ci sono soggetti, di gran lunga in numero inferiore, che sviluppa situazioni critiche che posso diventare fatali se si è avanti con l’età o se si hanno patologie pregresse”, sottolinea Lopalco.

Poi il monito: “ora attenzione a non sottovalutare questi dati confortanti, perché si tratta di un’arma a doppio taglio. I cittadini non devono pensare di poter uscire liberamente solo perchè vedono un rallentamento. Le riaperture devono essere gestite con molta cautela: il virus è lì fuori e non deve trovare spazi per tornare a correre”.

Tamponi e ‘patentino di immunità’

Si discute molto in questi giorni di tamponi a tappeto, testi sierologici ed antianticorpi. Ma su questo Lopalco ci va con i piedi di piombo: “le prime indagini ci dicono che con un tamponamento a tappeto darebbe un risultato poco confortante, con meno dell’1% della popolazione già dotata di anticorpi. Questo è un paradosso che non può essere sottovalutato quando si procederà alle graduali ripartenze.

Il test sierologico non è ancora affidabile al 100%, ma ci dà un’idea di come il virus stia circolando nella popolazione. La Puglia parteciperà a questo campionamento, con circa 8mila cittadini che saranno chiamati a sottoporsi all’analisi. Ma mi aspetto che in Puglia i cittadino con gli anticorpi siano pochi, proprio perché pochi sono stati i casi di contagio. E’ chiaro che quanti più tamponi si eseguono, molto più chiara è la fotografia del territorio, ma il tracciamento deve essere logico e non deve procedere in ordine sparso. La diagnostica è importante, ma non è strumento di prevenzione”.

Quindi l’idea del luminare sull’imminente Fase 2. “Ci apprestiamo a vivere la fase della convivenza, non della vittoria sul virus. Ecco perché il distanziamento sociale servirà ancora. La gente ha bisogno di uscire, di stare all’aperto specialmente ora che si avvicina la stagione del calcio. Ma è chiaro che dovremmo ridurre al minimo di contatti: potremmo incontrare la gente, ma non in 50 sotto lo stesso tetto e non in spiaggia con gli asciugamani uno attaccato all’altro. Il principio alla base dovrà essere: proteggere me stesso per proteggere anche gli altri“.

Il mare, gli eventi, le macroaree

E poi il tema dell’estate e del mare: “in questi giorni stiamo lavorando sulle linee guida. Siamo studiando gli spazi, il distanziamento e quant’altro. Riorganizzare la macchina del turismo – che non è solo mare – ma entro la fine del mese potremmo avere un quadro di misure da sottoporre a tutti i soggetti interessati. Ma è chiaro che l’estate 2020 non sarà la stessa di un anno fa.

Macroaree? Spezzettare le ripartenze in base alle aree geografiche è difficile, a meno che non si chiudano le regioni per evitare mescolanze, anche giuridiche. Ma queste sono decisioni politiche, e non sanitarie”.

Cosa accade in caso di nuovi focolai durante la nuova fase?, chiede Salvemini. “La Puglia già ha previsto un sistema di monitoraggio a distanza di pazienti con sintomi – illustra Lopalco. Il medico di famiglia potrà così stilare un diario costantemente aggiornato. Fino a pochi giorni fa, poi, era difficile assistere a domicilio i proprio pazienti perché mancavano i dispositivi di sicurezza e prevenzione. Ora abbiamo colmato questa lacuna. Hotel Covid? Ci sono: si tratta di strutture alberghiere che ospiteranno soggetti positivi che, volontariamente, riterranno di non poter osservare un isolamento completo garantendo la sicurezza a chi lo circonda”.

Insomma, ancora tanta cautela, ma anche un pizzico di ottimismo. Nel frattempo, come avvenuto per i giorni di Pasqua, il Presidente Michele Emiliano ha disposto la chiusura di tutti gli esercizi commerciali per il giorno 25 aprile: restano aperte solo le farmacie.



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