«San Sebastiano aiutaci», il Sindaco di Galatone porta il gonfalone del Comune in chiesa e chiede protezione

In una società laica come la nostra in cui sono più forti i simboli della secolarizzazione rispetto a quelli della devozione, colpisce la scelta di Flavio Filoni, sindaco di Galatone. Una scelta apprezzata dai cittadini

«Questa mattina ho portato il gonfalone del nostro Comune nella Chiesa Madre e nel Santuario del SS. Crocifisso della Pietà, ho rinnovato i voti degli antichi e chiesto a San Sebastiano Martire, patrono della nostra città, e al SS. Crocifisso di preservarci dal contagio, affidando la protezione della nostra Città in questo momento così difficile».

In una società laica come la nostra in cui sono più forti i simboli della secolarizzazione rispetto a quelli della devozione, colpisce la scelta di Flavio Filoni, sindaco di Galatone, che in un momento particolarmente difficile per l’Italia e per il territorio salentino, tenuto sotto scacco dal rischio contagio da coronavirus, in presenza di una ormai acclarata pandemia, ha deciso di recarsi nella Chiesa Madre e nel Santuario del Santissimo Crocifisso della Pietà per collocare il gonfalone di città, dopo aver recitato una preghiera.

Un modo per chiedere la protezione del Santo Patrono di Galatone, San Sebastiano, sulla città e sui cittadini, come avveniva qualche tempo fa quando in occasione di eventi sociali e sanitari particolarmente gravi, le autorità pubbliche non esitavano a compiere gesti di forte senso cristiano.

Sembra di essere un po’ tornati indietro nel tempo e ciò dà l’idea della preoccupazione che serpeggia non solo tra i cittadini ma anche tra i rappresentanti delle istituzioni. Ricordiamo, infatti, che il sindaco è la prima autorità sanitaria di una comunità civica e nessuno più di lui vede le difficoltà, anche psicologiche, in cui si trovano i suoi abitando.

Il gesto di Filoni è stato molto condiviso dai cittadini che sui social gli hanno tributato i complimenti per l’iniziativa tesa a rafforzare il senso di appartenenza anche cristiana di una collettività in un momento particolarmente delicato della storia italiana.



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