Chiusura del Pronto Soccorso di Copertino, il sindacato: ‘Una bomba su un territorio di 200mila abitanti’

Francesco Perrone, segretario territoriale della Fsi-Usae, usa parole dure e chiede un incontro immediato con la Regione Puglia. Si va verso lo stato di agitazione del personale sanitario

È sul piede di guerra tutto il personale dipendente dell’ospedale San Giuseppe di Copertino e i sindacati si riservano di dichiarare a breve lo stato di agitazione. La notizia giunta ieri sera della chiusura del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero a partire da oggi ha creato scompiglio.

Del resto la nota della Direzione Medica parla chiaro. Cosimo Longo ha comunicato ai medici, agli infermieri agli operatori socio-sanitari e agli ausiliari del Pronto Soccorso del ‘San Giuseppe’ che, sulla base di accordi assunti con la Direzione Strategica della ASL di Lecce, il Punto di Primo Intervento ‘…rimarrà chiuso sino a nuove disposizioni e il suddetto personale di cui i risultati al tampone per Covid-19 sono risultati negativi e dichiarati idonei dal Medico Competente dovranno presentarsi in Direzione Medica di Presidio per riprendere servizio presso i reparti in allestimento per Covid 19 post-acuzie’.

Insomma di chiusura in chiusura, la paura che hanno a Copertino è che si arrivi ad un fortissimo, se non letale, depotenziamento della struttura. Le parole del Primo Cittadino Sandrina Schito sono state molto forti, parlando di scelta inaspettata e ingiustificata. Abbiamo a che fare, ricordimolo, infatti, con un Pronto Soccorso che, quanto ad accessi, nell’asl salentina, è secondo soltanto al Vito Fazzi di Lecce.

Il Sindacato Fsi-Usae: ‘Una bomba su un territorio di 200mila abitanti’

Anche per questo usa parole dure Francesco Perrone, segretario territoriale della Fsi-Usae che non ha remore nel definire la scelta una vera e propria ‘bomba’: ‘Già, ora un’altra bomba viene esplosa per un Territorio del Nord-Est Salento con una una popolazione di oltre 200mila abitanti con la nota con cui si dispone la chiusura del Pronto Soccorso di Copertino, che a parere dello scrivente è oltremodo allarmante ed ingiustificata, in quanto in particolare in questo momento tutti i pazienti/utenti con le loro patologie si riverseranno presso il Pronto Soccorso del P.O. ‘Vito Fazzi’ di Lecce, con tutte le conseguenze che ne deriveranno. La Fsi-Usae Lecce richiede, con forza e determinazione, il mantenimento del Presidio Ospedaliero di Base di Copertino, come previsto dal Piano di riordino ospedaliero regionale’.

Francesco Perrone, Segreterio territoriale Fsi-Usae Lecce

La proposta del Sindacato è quella di prevedere una unità operativa per pazienti post-acuzie affetti da Covid-19 al posto della programmata attivazione dell’Unità Operativa di Lungodegenza e di Riabilitazione. Ma per il resto, tutti i reparti devono essere riaperti: da Chirurgia Generale a Geriatria, da Cardiologia a Ortopedia e Traumatologia, da Medicina Generale a Radiodiagnostica, da Anestesia e Rianimazione al Laboratorio di Analisi e al Servizio Trasfusionale. Senza dimenticare la Farmacia Ospedaliera e, ovviamente, il Punto di Primo Soccorso.

E’ per questo che il sindacato chiede con urgenza un incontro in videoconferenza alla presenza del Presidente della Giunta Regionale Pugliese ed Assessore alla Salute Michele Emiliano, del Capo Dipartimento Regionale della Salute, Vito Montanaro, della Direzione Strategica e del Responsabile del Rischio Clinico della Asl di Lecce, del Prefetto di Lecce, del Sindaco di Copertino e di tutte le organizzazioni sindacali per confrontarsi sulla riorganizzazione aziendale in corso e sugli scenari credibili e possibili per il P.O. di Copertino. La Fsi-Usae vuole anche discutere delle eventuali assunzioni di personale previste e chiede di conoscere con urgenza la disponibilità attuale di tutti i Dispositivi di protezione individuale in possesso della Asl di Lecce per la gestione dei pazienti post acuzie da Covid-19 nel reparto in allestimento.



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