Dal bisogno al reato il passo è¨ breve

La vicenda di cronaca che ha visto protagonista l?ex portiere del Nardè² e del Maglie, lascia l?amaro in bocca perchè© conferma la difficoltà del momento e il rapporto perverso che lega l?aumento dei bisogni primari all?escalation dei crimini.

E’ una storia davvero triste quella del giovane portiere Mamadou, arrestato dopo una rapina messa a segno in un supermarket. Triste perché rappresenta l’epilogo di una vicenda umana che poteva essere diversa, forse migliore.

Quella per esempio di un calciatore, che se pure attivo nelle serie minori, aveva comunque davanti a sé una possibilità: possibilità che adesso sembra evidentemente negata da un gesto, probabilmente disperato, che difficilmente potrà restituirgli l’immagine di atleta e sportivo promettente.

La sorte di molti giovani senegalesi sembra segnata dalle condizioni spesso precarie in cui si vengono a trovare molti di loro, una volta giunti in Italia. Anche se la comunità dei senegalesi nel nostro territorio è stata da sempre attiva, ben integrata e accettata.

In questo caso, però, si tratta di un fatto di cronaca grave che dispiace perché coglie in fallo una persona che avevamo conosciuto e apprezzato per la sua attività sportiva e che mai avremmo voluto vedere nei bollettini della cronaca nera.
Siamo certi che la disperazione gli abbia tirato un brutto scherzo, che le difficoltà economiche e il bisogno più dell’indole lo abbiano indotto a fare ciò che non si deve. E che resta ingiustificabile.

Una situazione allarmante secondo noi che porta la cronaca di cui ci occupiamo ogni giorno ad annerirsi sempre di più.
La crisi economica ha senza dubbio abbassato le soglie di resistenza e manomesso i freni inibitori di molte, troppe persone. Lo hanno certificato con analisi intelligenti e condivisibili i vertici delle forze dell’ordine locali e nazionali.
Lo confermano Carabinieri e Polizia. La miseria crescente si accompagna ad un aumento di reati.

Si rapina più di prima, ma si torna a rubare perfino nelle abitazioni. Si ruba di tutto, anche cose di infimo valore, e si cercano modi nuovi per sopravvivere nonostante leggi e divieti, con formule e gradualità che superano il buon senso e pongono sul limite dell’illecito uomini e donne che sembravano nati per ben altri destini.

Non possiamo accettare che la nostra società degradi e sprofondi oltre. Il baratro è vicino, i fenomeni predatori in atto sfiorano lo sciacallaggio e il cannibalismo sociale.
Più solidarietà, meno privilegi per pochi, più attenzione ai deboli, meno tutele ai forti, più equilibrio umano ed economico devono diventare la nuova frontiera della nostra esperienza di vita.

Che resti il disprezzo e il rigetto di ogni inclinazione illecita e malavitosa, ma che quest’ultima non sia mai lo sfogo e il rifugio di un bisogno primario. Perché la colpa allora andrebbe divisa. Sarebbe la colpa di tutti. 



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