Dia, presentato il Rapporto Semestrale. Il Capo Sezione Durante, ‘Situazione tranquilla, ma non adagiarsi’

Presentato presso la sede di Via del Delfino della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce il rapporto dell’ultimo semestre 2015. Ottimi risultati conseguiti dalle Forze dell’Ordine nelle tre provincie del Salento.

“Oggi siamo qui per presentare una fotografia, una proiezione delle dinamiche criminali e un consuntivo dei risultati che i vari organismi deputati al contrasto hanno conseguito.
 
L'analisi che abbiamo affrontato abbraccia le tre provincie; per ogni singolo territorio si deve fare una disamina differente, perche ognuno ha una peculiarità diversa, una  conformazione del territorio differente e stati occupazionali dissimili”, con queste parole, Carla Durante, Capo Sezione della Direzione Investigativa Antimafia di Lecce – che ha competenza oltre che sul territorio barocco anche su quelli di Brindisi e Taranto – ha presentato il Rapporto semestrale della Dia relativo al periodo luglio-dicembre 2015.
  
“Lecce ha attualmente una situazione che possiamo definire tranquilla, ma sulla quale non bisogna adagiarsi. La criminalità ha risentito molto di una serie di interventi dalla parte delle istituzioni. Non c'è la figura di un campo carismatico, si assiste a una serie di tentativi di piccoli gruppi di scalare e raggiungere una certa posizione di vertice. Certo, in provincia si sente la presenza di gruppi storici, ma non ci sono fatti che ci fanno pensare alla ripresa di un’attività criminale copiosa. Il settore delle scommesse è quello che al momento appare quello un po’ in ascesa. Bisogna sottolineare, poi, che la zona risente molto della vicinanza con l'area balcanica, quindi, traffico di stupefacenti è quello che appare più facile e remunerativo. Estorsioni e usura, infine, non si può dire che non esistano, ma il dato non è allarmante. Per quel che riguarda le infiltrazioni extraterritoriali non si è registrata la presenza rilevante di  campani, calabresi o siciliani nel Salento e anche nel corso dei sequestri recenti non si sono trovati collegamenti con altri soggetti provenienti da regioni differenti”.
 
La dottoressa Durante, poi, ha esposto la situazione registrata nella provincia di Brindisi: “Brindisi è suddivisa in due macro aree: i mesagnesi e tuturanesi, ma si registra una sorta di pace e accordo tra i due gruppi, anche in questo caso non si può dire che la criminalità sia stata dominata. C’è sempre un tentativo da parte delle giovani leve di appropriarsi del comando, per colmare, per così dire, un vuoto, anche se i cosiddetti vecchi dal carcere si riescono a muovere le fila, a volte affidandosi a esterni. Anche lì la maggiore forma di provento è quella degli stupefacenti grazie alla vicinanza con l’Albania. Spesso il Salento è terra di transito perché la droga arrivi, poi, in altre regioni”.
 
L’ultimo territorio di cui sono stati esposti i dati è quello di Taranto: “A Taranto si registra una maggiore aggressività da parte della criminalità. Qui ci sono stati fatti di sangue a cui sono seguite risposte importanti da parte delle Forze di Polizia, non bisogna allarmarsi eccessivamente, ma sarà necessario sempre tenere sott’occhio la situazione.”.
 
Infine, l’ultima parte dell’incontro è stato dedicata alle nuove metodologie di criminalità organizzata: “Sono in atto una serie di comportamenti che desta meno clamore, ma che consente di agire in maniera più subdola, vedasi, a esempio, gli appalti e intromissioni nella Pubblica amministrazione. La Dia ha un ruolo importante perché ha in capo il monitoraggio delle imprese e delle PA. Un sistema questo che  ha funzionato con Expo, ma anche con il Giubileo Straordinari. Il monitoraggio lo si fa nei confronti di tantissime imprese che hanno a che fare con lo stato, grazie a una serie di procedure quali le certificazioni antimafia. Stiamo puntando sull’attuazione di procedure sempre più affinate per il controllo delle aziende. Qui la situazione è positiva, il numero delle interdetti e basissimo, perché probabilmente le industrie che vogliono insinuarsi un modo illecito scelgono altre zone. Per quel che riguarda il presunto interesse della criminalità nei confronti dei lidi balneari? È naturale che si puntino gli occhi sui settori più remunerativi e il turismo, soprattutto nel Sud Salento, è un settore importante”.