Eclissi solare, i salentini hanno visto ben poco del bacio tra sole e luna

Il fenomeno si è potuto vedere nella sua interezza solo nell’Atlantico del Nord. Tantissime persone sul territorio con il naso all’insù per ammirarlo, ma poca visibilità. Prossimo appuntamento fissato per agosto 2027.

Forse, anzi certamente, gli astri non influenzano più la vita di tutti i giorni come accadeva un tempo, come accadeva in passato, quando, con attenzione spesso interessata, si stava con il naso all’insù per sapere come comportarsi nei campi o trarre i giusti auspici per commerci e iniziative.

Oggi non si guarda più al cielo in attesa di quei segnali, ma è indubbio che lo spettacolo che sanno regalare gli astri nei loro giochi di sistemazione nel palcoscenico celeste non ha perso l’incanto di sempre.

Così, oggi, sono stati in tanti a guardare l’eclissi solare che, a dire il vero, nel Sud dell’Italia e nel Salento in particolare non è stata di grande impatto visivo. In tanti sono stati con gli occhi rivolti al cielo per guardare l’atteso bacio tra sole e luna, quel momento di interposizione che il satellite della Terra – la Luna – ha regalato mettendosi in mezzo tra il pianeta vivente e la stella più importante.
Il tanto atteso oscuramento non c’è stato e dalle nostre parti non si è vista più di una leggera ombreggiata. Ma è indubbio che ciascuno di noi, almeno per un istante, è stato a guardare cosa sarebbe accaduto, è stato a guardare ciò che non accadeva dall’agosto del 1999.

L’eclissi, poi, è avvenuta il giorno dell’equinozio di primavera, nel giorno in cui le ore luce e quelle di buio hanno la stessa durata.

L’eclissi totale è stata visibile solo nell’Atlantico del Nord, ma ugualmente non sono mancati selfie e fotografie con alle spalle la sovrapposizione nel cielo. Già, perché, bisognerà aspettare un po’ di anni per assistere alla prossima: gli scienziati la prevedono per il 2 agosto 2027 e sarà totale.

Insomma, lo spettacolo non è stato un granché rispetto alle tantissime aspettative, ma un pregio lo ha avuto, quello di fare alzare lo sguardo in alto. Troppo spesso la vita di tutti i giorni viene trascorsa con gli occhi al suolo, al terreno, al pavimento e non si ha contezza di quello che accade un po’ più su della nostra altezza.

Tante insegnati spiegano ai loro piccoli alunni, nelle ormai troppo rare visite in città, che alzare gli occhi consente di vedere tratti della città bellissimi ma sconosciuti, scorci unici che la disattenzione rende invisibili. Figurarsi quanto può essere bello continuare ad alzare la testa, vedere più su, posizionare i propri pensieri per qualche istante tra le nuvole, prima di lasciarsi vincere dalla forza di gravità dei problemi che ci richiamano da altezza zero.



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