Omofobia e bullismo nelle scuole, l’appello di Sedile: “Tutti devono sentirsi protetti e accettati”

Il docente del Moccia di Nardò, durante il Salento Pride si è soffermato sull’aumento dei casi di bullismo omofobico nelle scuole ai danni di tanti giovani Lgbt.

“Nelle scuole il numero di ragazzi e ragazze vittime di bullismo omofobico sta di nuovo aumentando, per cui non vergogniamoci di parlare di noi continuamente”. Con queste parole Antonio Sedile, professore dell’istituto “N. Moccia” di Nardò interviene durante il Salento&Puglia Pride, il giorno dopo l’episodio di omofobia che aveva interessato un noto lido di Gallipoli. Il docente, da anni in prima linea per il riconoscimento e l’affermazione dei diritti Lgbt, si è rivolto direttamente ai suoi colleghi, ai dirigenti scolastici, sottolineando la necessità di parlare di “certe tematiche”. Bisogna “parlare di noi”, ha detto, perché senza il dialogo la scuola non è quel luogo di protezione e accettazione che dovrebbe essere.

Buttati fuori dal lido: la denuncia su Facebook

Solo alla vigilia del Pride e delle parole del docente, però, un episodio di omofobia aveva fatto il giro del web. “Ma perché voi froci e le vostre amiche trans non ve ne andate nei posti vostri?”. Sarebbe questa la frase pronunciata dal buttafuori di un noto lido gallipolino, uno dei fiori all’occhiello del litorale salentino, nei confronti di un gruppo di undici amici omosessuali e trans che si apprestavano a trascorrere la serata di Ferragosto nello stabilimento balneare. Nella comitiva anche delle ragazze trans di Milano, giunte appositamente in occasione del Salento Pride che si sarebbe snodato per le vie della città l’indomani.

“Eravamo circa 11 persone – racconta su Facebook Fernando Mitrugno, uno dei destinatari degli insulti- con noi c’erano delle ragazze trans. Eravamo seduti al nostro tavolo, quando una delle ragazze ha iniziato a fare una diretta Facebook mentre arrivavano le bottiglie per brindare. Possiamo dimostrare tutto con un video. A un tratto il buttafuori si è infastidito per la diretta. ha preso la ragazza, l’ha strattonata e l’ha portata giù. ‘Ma perché voi froci e le vostre amiche trans non ve ne andate nei posti vostri? ‘ Ha detto. Eravamo increduli”. Stando alla testimonianza, la ragazza sarebbe stata presa per un braccio e trascinata malamente fuori dal lido.

A stigmatizzare l’episodio anche una nota con la quale i proprietari dello stabilimento hanno preso le distanze dall’accaduto: “Non intendiamo in alcun modo tollerare qualsivoglia forma di omofobia – scrivono nel comunicato- nulla potrebbe essere più lontano dal nostro modo di essere e pensare. Abbiamo una lunga storia di amicizia e vicinanza alla comunità Lgbt con cui abbiamo da sempre condiviso la quotidianità. Chi ci conosce sa che per diversi anni abbiamo gestito un locale Lgbt, luogo di armonica e felice convivenza, cosa che deve, a nostro modo di vedere, rappresentare la norma, ovunque. Esprimiamo la nostra totale solidarietà verso le persone coinvolte nell’incidente”.

L’appello di Sedile: “Non vergogniamoci”

Su invito di Roberto de Mitry Muya dell’associazione Rainbow Network, la comitiva ha raccontato l’episodio durante il corteo del Pride, in occasione del quale oltre 5000 persone hanno sfilato sul lungomare Galileo Galileo. Tra gli interventi, in parte dedicati al 50° anniversario dei moti di Stonewall, l’appello alle scuole levato da Antonio Sedile, professore dell’istituto “N. Moccia” di Nardò, da anni in prima linea per il riconoscimento e l’affermazione dei diritti Lgbt.

“Nelle scuole il numero di ragazzi e ragazze vittime di bullismo omofobico sta di nuovo aumentando, per cui non vergogniamoci di parlare di noi continuamente. Faccio un appello a tutti i dirigenti scolastici e a tutti i miei colleghi professori: non vergogniamoci di parlare di certe tematiche, promuoviamo il dialogo affinché la scuola sia un luogo dove tutti possano avere il piacere di andare e dove tutti possano sentirsi protetti e accettati”.



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