Far pagare per andare in bagno? In città monta la polemica

Si alimenta il dibattito sull’iniziativa di un noto locale leccese di consentire la fruizione della toilette solo ai clienti che consumano. Tra favorevoli e contrari la discussione prende quota.

Come era prevedibile non sono certo mancati i commenti a quella che all’inizio sembrava una boutade, ma che poi è diventata una delle notizie più lette e commentate della giornata, ovvero il fatto che in alcuni famosi e frequentati locali pubblici di Lecce,  per utilizzare la toilette bisogna prima consumare. Anzi, c’è di più, qualche esercente ben organizzato fornisce proprio nello scontrino che si ritira alla cassa un codice per aprire la porta del bagno. Una pratica molto comune in altre importanti città turistiche, ma che nel capoluogo salentino rappresenta un’autentica novità.
 
Apriti cielo! Si è consumata a suon di post una vera e propria ‘battaglia’ tra chi considera giusto far pagare i clienti per utilizzare la toilette e chi, invece, ritiene che così facendo si arriverà anche a far pagare l’aria che si respira.
 
Giovanni, noto barman leccese, ai taccuini di Leccenews si è dichiarato più che favorevole: «Non avete idea di quello che troviamo nei bagni durante la giornata, quando più volte i nostri colleghi si recano per fare le pulizie. L’inciviltà e il malcostume la fanno da padroni, quasi che poter utilizzare gratuitamente un servizio significhi abusarne in maniera maleducata».
 
Dello stesso avviso, Francesca, giovane barwoman trapiantata nel Salento «non so perché vi meravigliate, noi ancora non facciamo pagare i nostri clienti, ma a Milano, città da cui provengo, è cosa abituale. Vi sembra giusto che molte persone entrano, usufruiscono del bagno e vanno via come se fossero a casa loro, senza neanche dire buongiorno?».
 
Anche Cristian concorda: «è vero che noi offriamo un servizio pubblico, ma i tanti turisti che entrano nella nostra caffetteria ci giudicano inevitabilmente anche per la pulizia del locale, in generale e della toilette, in particolare. Con i bagni pubblici che ci sono nella nostra città, perché tanti concittadini devono utilizzare i nostri servizi? Almeno che consumino un caffè…».
 
D’altro canto, sono però in tanti a non pensarla così «Ospitalità significa anche questo – ci dice Gigi – e poi non concordo proprio con l’equazione secondo la quale a sporcare i bagni sono i clienti locali mentre i turisti lasciano tutto lindo e pulito così come lo trovano. Purtroppo bisognerebbe cambiare l’educazione delle persone, ma non credo che questo attenga al tema che avete sollevato su Leccenews24».
 
Insomma, come sempre accade in questi casi, il pubblico si divide, ma l’impressione è che una città ormai a totale vocazione turistica come Lecce sia chiamata ad applicare i comportamenti, se non vogliamo chiamarle vere e proprie regole, delle grandi capitali italiane ed europee della vacanza e tra queste regole c’è quella che devi pagare tutto, anche l’utilizzo del bagno.      



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