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Far West nel Parco di Ugento, centinaia di bossoli in un’area protetta. È allarme bracconaggio

by Redazione
26 Dicembre 2025 9:42
in Attualità
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Un tappeto di plastica e piombo nel cuore pulsante di uno dei polmoni naturali più preziosi della Puglia. La denuncia, shock e documentata, arriva dal Coordinamento a tutela del lupo e della fauna nel Salento: all’interno del Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento” sono stati ritrovati e repertati centinaia di bossoli da caccia.

Le immagini e i video diffusi sui social mostrano una realtà amara: laddove il silenzio della natura dovrebbe essere sovrano, regnano i segni di un’attività illegale sistematica. “Una vergogna inaccettabile”, commenta il Coordinamento, sottolineando come la caccia sia rigorosamente vietata in ogni area protetta.

Uno scrigno di biodiversità sotto tiro

Il litorale di Ugento non è solo una meta turistica, ma un complesso ecologico di valore internazionale. La sua posizione lo rende uno snodo cruciale per le rotte migratorie, fungendo da area di sosta, svernamento e nidificazione per numerose specie acquatiche.

Tra gli abitanti più illustri di questo ecosistema troviamo:

– l’airone bianco maggiore e l’airone rosso

– il germano reale e il martin pescatore

– il cigno reale

– la moretta tabaccata, una specie rarissima, inserita nella “lista rossa” delle specie a rischio estinzione.

Il ritrovamento dei bossoli conferma che queste specie, protette dalla legge, sono costantemente minacciate da chi viola i confini del Parco per praticare il bracconaggio.

Il pericolo invisibile: l’inquinamento da piombo

Oltre alla minaccia diretta rappresentata dai fucili, esiste un pericolo subdolo che avvelena l’ambiente: il piombo. La presenza massiccia di cartucce disperse nelle zone umide e nei bacini del Parco espone l’ecosistema a una grave contaminazione. Il piombo è una sostanza altamente tossica che, entrando nella catena alimentare, causa danni irreversibili alla fauna e seri rischi per la salute ambientale e sanitaria del territorio.

“Il litorale dovrebbe essere inviolabile. Invece, la presenza di queste cartucce evidenzia una condotta assolutamente illegale in un luogo che ospita specie non cacciabili.” — Coordinamento a tutela del lupo e della fauna nel Salento

L’appello alle Istituzioni

Il Coordinamento ha già annunciato che procederà con una segnalazione ufficiale ai Carabinieri Forestali. L’obiettivo è duplice: individuare i responsabili di questo scempio e spingere le autorità locali, a partire dalla Presidenza del Parco, a intensificare i controlli.

In un momento storico in cui la tutela dell’ambiente è una priorità globale, la situazione del Parco di Ugento rappresenta una ferita aperta che richiede risposte immediate e una sorveglianza capillare per evitare che questo “scrigno di biodiversità” venga saccheggiato nell’indifferenza generale.

Tags: antibracconaggiobracconieri
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