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Le filastrocche salentine non hanno età, strappano un sorriso sempre…a grandi e bambini

by Francesca Cavalera
19 Maggio 2021 14:03
in Attualità
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Le filastrocche salentine sono delle antiche cantilene tramandate da generazione in generazione. Sono molto di più di parole recitate con una cadenza quasi musicale, sono ricordi d’infanzia che conserviamo gelosamente nel nostro “bagaglio” personale. E spesso hanno anche un volto: quello dei nonni, di zii e delle persone care che, in rigoroso dialetto, cantavano o ripetevano all’infinito queste nenie popolari utilizzate per tenere calmi i bambini piccoli, ma anche per dare un momento di spensieratezza durante il duro lavoro nei campi. Raramente non riuscivano a strappare un sorriso. Tranne non fossero litanie, preghiere tristi e malinconiche.

Filastrocche salentine, una storia che non avrà mai fine

È bello ricordare le filastrocche popolari con quelle parole “dialettali” che spesso non si usano più. E allora ecco alcune intramontabili canzoncine che i nostri “antenati”, pozzi di conoscenza, ci hanno almeno una volta raccontato. E noi che quelle parole dialettali le abbiamo amate, anche quando erano incomprensibili,  continuiamo a tramandarle.

  1. Arri, arri cavallucciu, sciamu a Lecce llu papà ne ccattamu nu belluciucciu Arri, arri, cavallucciu.
  2. Quannu canta la cicala, fuci, fuci alla culummara, quannu canta lucicalune, fuci, fuciallucippune.
  3. A caddhrina zoppa, zoppa, quante pinne porta a nocca, e ne porta ventiquattru, unu, doi, tre e quattru.
  4. Musci, musceddhru, cattu, catteddhru, vene la tata e ttennuce nu ceddhru, luminte su a banca, vene u cattuniuru e se lu mancia poi vene u cattuta zi Maria, isti, isti te casa mia.
  5. Nc’era nu Re ca manciavacchiù di me, manciava pane e caso veni qquai ca te tirulunasu.
  6. Topolino, topolettobim, bum, bam saie infilatusutta u lettubim, bimu, bam e la mamma poveretta naie tirata na scopetta.
  7. Se oi cu nna bona sciurnata fatte nna bona manciata, se oi passi nna bona settimana cciti la pecura e manciatela sana, se oi passi nnu mese bonu, nzurate, se oi cu passi nna bona vita fatte prete.
  8. Nc’erana catta nchiata, se binchiau te simulata, se binchiau te maccarruni, scuruddhau tutti i scaluni.
Tags: tradizioni-salentine
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