Il caso del cortile precluso ai genitori degli alunni del San Domenico Savio, i rappresentanti ‘La dirigente torni sui suoi passi’

La questione è stata sottoposta nei giorni scorsi alla redazione di Leccenews24 contattata da alcuni genitori esasperati. Alle parole della dirigente della Scuola, i rappresentanti di classe fanno sapere la propria versione dei fatti. E raccontano un episodio poco rassicurante.

Come ben ricordano i nostri lettori, la redazione di Leccenews24 ha raccolto le lamentele dei genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria San Domenico Savio di via Palumbo e ascoltato la dirigente dell’Istituto De Amicis, cui fa capo la scuola in questione, in merito alla problematica che ha tenuto banco in questi giorni, ovvero la preclusione del cortile interno della scuola ai genitori, impossibilitati, così, ad entrare per lasciare o prendere i propri figli.

La dott. ssa Addolorata Zingarello, dirigente d’Istituto, ha fatto le sue precisazioni riportate dalla nostra testata. Ma i genitori non ci stanno e tengono a fare sentire la propria voce, esponendo la versione dei fatti dal loro punto di vista, premettendo che “i genitori hanno a cuore l'esclusiva ed oggettiva sicurezza dei bambini e che tale sicurezza è sembrata essere messa in discussione dalle unilaterali scelte della dirigenza scolastica”.

Insomma, una scelta non condivisa quella adottata dalla dirigenza. Spiegano i rappresentanti delle classi coinvolte, ovvero le III, le IV e le V “L’adozione di questo provvedimento d’urgenza, di cui nessuno è riuscito a ravvisarne la necessità e l’improrogabilità, difatti, seppure astrattamente giustificato dal rischio che gli alunni frequentanti il plesso scolastico possano farsi  male all’interno del cortile pertinente l'edificio, in realtà si rivela un rimedio peggiore del male”.

Da qui le spiegazioni In primo luogo, la regolamentazione è stata adottata senza nessun preavviso, nel totale silenzio degli organi preposti: ciò ha comportato lo sgomento dei genitori e dei numerosi nonni che, recatisi, presso la scuola per riprendere i propri figli o nipoti, sono stati costretti ad assembrarsi dietro il cancello”. La conseguenza è stata inevitabile e che chi passa nell’ora di punta da via Palumbo, conosce bene: “la massa di 400 o più persone ha creato un tappo umano all'unico cancello d’entrata che si è, per inevitabile dispersione (non essendo il marciapiede prospiciente l'immobile idoneo a contenere numeri notevoli di soggetti) riversato nella strada non preclusa al traffico, e nella quale spesso c'è un passaggio di automezzi che si recano al contiguo cantiere edile”.

I rappresentanti di classe, delegati dai genitori, raccontano anche di un episodio che ha destato non poca preoccupazioneNella confusione generale di auto, genitori, bambini anche molto piccoli, una minore ha smarrito la madre che fortunatamente è stata ritrovata dopo pochi minuti sul marciapiede di fronte alla scuola e nell’inevitabile ressa alcuni bambini hanno ricevuto spintoni ed altro. Giustificabile la reazione di alcuni genitori che hanno, quindi, reagito, colti dal panico”.

In ultimo, l’invito rivolto alla dirigenteCi auguriamo, che, all'insegna del buon senso, la dott.ssa Zingarello, di cui non si mette in discussione la competenza e la sincera dedizione, voglia ritornare sui suoi passi ed acconsentire ad una soluzione condivisa, idonea ed efficace a salvaguardare in primis la sicurezza oggettiva dei bambini e in secundis l'interesse della scuola”.



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