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Il veliero sequestrato alla mafia affidato al Don Tonino Bello di Tricase. Don Ciotti presente alla cerimonia

by Valentina Petrucci
23 Agosto 2017 12:04
in Attualità
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Una giornata di speranza, partecipazione e legalità. Così si riassume quanto accaduto oggi,  presso la riserva naturale di Porto Selvaggio, in agro di Nardò. Il frutto di un lungo progetto voluto con forza dalla Preside del Don Tonino Bello di Tricase, Anna Lena Manca.
   
La Leucadia Blu, è questo il nome del veliero un tempo di proprietà delle mafie, rinasce oggi a nuova vita e viene restituita ad una funzione più nobile: l'utilità sociale ed, in questo caso, pedagogica per gli studenti dell’Istituto Don Tonino Bello di Tricase che lo ha avuto in custodia giudiziale.
   
Musica, canti, poesie e tanto commozione in quello che è stato un pomeriggio di celebrazione della legalità, nel ricordo di Renata Fonte,  storico assessore di Nardò, uccisa dalla mafia trentatré anni fa e ricordata oggi dalla figlia Viviana Matrangola.
 
All’evento ha partecipato il Direttore Generale del dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Cammalleri.
   
Una giornata frutto del laborioso impegno di "Libera", associazione da sempre in prima linea contro le mafie. Valore aggiunto della cerimonia, l'arrivo di Don Ciotti, faro di speranza sempre impegnato nel sociale.
  
Reduce dalle vicende di Locri che lo hanno visto accusato di essere "sbirro", Don Ciotti sorride nel ripercorrere la vicenda: "Non provo rammarico nell'essere chiamato sbirro; io ho visto gli occhi dei padri, delle madri e dei figli delle vittime della mafia. E poi ho visto gli occhi degli uomini che la contrastano, se lottare per la legalità significa essere sbirro, allora si. Sono sbirro anche io".
  
Il messaggio che Don Ciotti vuole veicolare è fatto di parole semplici, ma importanti: "Voglio dire ai giovani vivete e cercate sempre il bene. Riempite le vostre vite di belle esperienze. Capisco possa apparire retorico e banale, ma credo fermamente che il senso di tutto il nostro lavoro sia proprio in questo,  nella semplicità del vivere il bene a discapito di chi pratica il male".
  
Parole pesanti come macigni che confermano impegno e volontà. "Sono già stato qui nel Salento, ci torno appena posso. È una terra bellissima, il mare è meraviglioso, ma ha bisogno di essere tutelata. Fatelo con tutte le vostre forze" – conclude Don Ciotti che, a margine della legge 109/96 sulla confisca dei beni alle mafie non nasconde che sia, a suo avviso, ancora da migliorare.
  
Il veliero è approdato nella baia di Porto Selvaggio, scortato da coloratissime canoe che hanno creato un arcobaleno sull'acqua.
  
C'era un caldo sole oggi, in Salento. Ma c'è stato anche il risveglio di tante coscienze.

Tags: confisca-beni-alla-mafia
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