Insieme si può: #zerocontraffazione, il marchio ‘IReNeri’ contro l’illegalità commerciale

Attraverso il progetto #zercontraffazione, presentato stamattina a Lecce in Piazza Sant’Oronzo, si vuole contrastare l’illegalità nascosta nel commercio abusivo grazie al marchio: ‘IReNeri’. Un ponte tra ambulanti e negozianti.

Fronteggiare il commercio malsano diventa, oggigiorno, un impegno sociale oltre che legislativo. Come farlo? Semplice, mediante l’innesto della concorrenza leale. Facile a dirsi, direbbe qualcuno. Eppure, dal capoluogo salentino, qualcosa sta iniziando a muoversi. Grazie infatti all’iniziativa di professionisti esperti nei settori immigrazione e commercio, nasce una linea di accessori originali per combattere la contraffazione. L’obiettivo è quello di trasformare i migranti che vendono illegalmente in lavoratori al 100% regolari. Il progetto “#zerocontraffazione” – illustrato stamattina in piazza Sant’Oronzo – ha dunque l’ambizione mettere ambulanti e negozianti leccesi in un reciproco rapporto collaborativo viaggiante sull’asse dei prodotti dal marchio “IReNeri”: delle merci con materiali di riuso, quali ad esempio pelli prodotte e lavorate in Italia secondo i più alti standard di qualità e sicurezza che, peraltro, verranno esposte anche in punti vendita appartenenti ad esercenti locali. Ed ecco quindi che, pian piano, il rispetto delle regole si fa strada attraverso un sostegno fattivo, reale.  Alcuni degli accessori sono cuciti dalle donne detenute attraverso l’iniziativa “Made in Carcere”, mentre una parte dei proventi sarà destinata alla realizzazione di piani di inclusione sociale.

«Un’attività sentita veramente come mia – dichiara il Prefetto di Lecce, dottoressa Giuliana Perrotta – e che si inserisce in ciò che noi da tempo stiamo portando avanti attraverso l’”Architettura della Legalità”. Implica il coinvolgimento della società civile, delle istituzioni, dei cittadini in un percorso. Due mesi fa venne a Lecce il presidente nazionale ConfCommercio, Carlo Sangalli, proprio per portare avanti un discorso contro la contraffazione. E in quell’occasione evidenziammo la necessità di studiarne i metodi di contrasto. Un fenomeno solo apparentemente inoffensivo e innocuo, ma che in realtà provoca conseguenze negative dal punto di vista legale, ma anche fiscale. Inoltre implica l’avversione da parte dei commercianti regolari italiani verso gli abusivi. #zerocontraffazione invece aiuta gli irregolari a trovare una via d’uscita; tant’è che nel protocollo di legalità da sottoscrivere assieme agli esercenti intendiamo includere pure le associazione di extracomunitari. Così facendo, instradiamo loro lungo l’emersione».

«Vantaggi in termini fiscali e sociale, ma “IReNeri” vuole lanciare anche un messaggio di pace – sottolinea invece Carmen Tessitore, vicesindaco della Città di Lecce – poiché le persone che hanno avuto un’intuizione, riuscendo ad interpretare i bisogni e ridare dignità a chi viene visto con intolleranza, diventano essi stessi costruttori di una rete virtuosa alla quale partecipa anche il Comune di Lecce. Ora serve contagiare gli altri territori».