L’India concede a Massimiliano Latorre di restare a casa

Mentre Salvatore Girone resta bloccato in India, l’altro marò Massimiliano Latorre potrà restare in Italia per altri sei mesi. Lo ha deciso oggi la Corte Suprema Indiana. La Procura, inoltre, accetta l’arbitrato internazionale attivato dal governo italiano.

Se da un lato, la decisione del Governo italiano di ricorrere all’arbitrato internazionale non fa’ altro che aggiungere ‘tempo’  a quello già trascorso, dall’altro in attesa che si scriva finalmente la parola fine ad una vicenda che si trascina dal 15 febbraio 2012 anche la più piccola notizia che giunge dall’India diventa un mattone in più verso la soluzione del caso. La ‘buona nuova’ di oggi è che Massimiliano Latorre potrà rimanere in Italia per altri sei mesi, lontano dall’amico e collega Salvatore Girone rimasto, invece, all’ambasciata di New Delhi. Lo ha deciso la Corte Suprema Indiana che ha prolungato il permesso concesso al fuciliere del Battaglione San Marco che potrà così curarsi a casa, circondato dall’affetto della sua famiglia. Latorre non si è ancora ristabilito del tutto dopo l’ischemia del 31 agosto dello scorso anno e l’operazione al cuore subita qualche mese dopo, il 5 gennaio. I legali del marò tarantino avevano già ottenuto una proroga di 3 messi che sarebbe scaduta mercoledì, 15 luglio. Insomma, per ora i due fucilieri di marina resteranno separati, ma non è escluso che con la nuova ‘mossa’ voluta dall’Italia per trovare il bandolo di una matassa diventata sempre più ingarbugliata con il trascorrere del tempo, anche Girone possa presto riabbracciare la sua famiglia.
 
Non solo, la richiesta legata all’estensione del permesso di Latorre, i difensori dei due marò ne hanno presentata un’altra per ottenere la sospensione di tutti i procedimenti giudiziari in corso in India alla luce dell’attivazione di un arbitrato internazionale. Ecco pare che la procura indiana di New Delhi abbia accettato il procedimento di arbitrato internazionale presso la Corte permanente (Cpa) dell'Aja presentato dall'Italia. Sarà dunque un giudice terzo che, nel quadro della Convenzione Onu sul diritto del mare, cercherà di risolvere una questione che si trascinava ormai da tre anni durante i quali non è stato neanche formalizzato il capo di imputazione per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, informalmente accusati della morte di due pescatori indiani. 
 
La prossima udienza è stata fissata per il 26 agosto per ricevere il rapporto ufficiale del governo sulla questione. Ai giudici Anil R. Dave, Kurian Joseph e Amitava Roy i legali dei due fucilieri di Marina hanno illustrato i punti principali dell'azione intrapresa dal governo italiano che ha invocato la Convenzione dell'Onu sul diritto del mare (Unclos), di cui l'India è firmataria, per rivendicare la giurisdizione sul caso. 



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