Lavoratori delle Terme di Santa Cesarea senza stipendio da mesi, nuova protesta davanti alla Prefettura

I lavoratori delle Terme di Santa Cesarea da tre mesi sono senza stipendio. Stamane la protesta davanti alla prefettura

Lavoratori delle Terme senza stipendio da mesi, nuova protesta davanti alla Prefettura
I lavoratori delle Terme di Santa Cesarea da tre mesi sono senza stipendio. Stamane la protesta davanti alla prefettura.
Un calo di risorse finanziarie nel 2020 pari a un milione di euro e lavoratori senza stipendio da ormai tre mesi, con 115 famiglie sul lastrico. Sono i numeri della crisi di Terme Spa, società delle acque termali di Santa Cesarea, giunta allo stremo a causa delle restrizioni dovute al covid. Scoppia così la seconda protesta di lavoratori e sigle sindacali – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – in poco più di un mese, dopo il primo sit-in del 2 marzo scorso. L’esasperazione dei lavoratori si coglie nei numeri: tre mesi senza stipendio – e senza parte di 14esima e 13esima – ma anche nelle prospettive future, che non sembrano radiose al netto dell’incertezza dovuta agli incrementi dei contagi e al valzer di chiusure e riaperture che non consentono di fare previsioni a lungo termine. Nonostante i soci assicurino la riapertura delle attività termali a fine maggio.
A inasprire la già difficile situazione, intanto, è lo stallo che si registra nelle interlocuzioni con le istituzioni: preoccupa in tal senso il silenzio del presidente di regione Michele Emiliano, dell’assessore allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci, al sindaco di Santa Cesarea Terme, Pasquale Bleve ed al direttore di Terme Santa Cesarea spa, Rocco Bleve. “È assolutamente incomprensibile e inaccettabile quanto sta accadendo. Mancano atti ufficiali, al di là delle comunicazioni ufficiose e le voci che circolano sulla riapertura estiva. Abbiamo bisogno di certezze; servono risposte vere e concrete a chi vive un incubo. A distanza di sei settimane nessuno ci convoca: società, Comune e Regione sono silenti”, denunciano Mirko Moscaggiuri (Filcams), Carmela Tarantini (Fisascat) e Antonio Palermo (Uiltucs).
La richiesta avanzata dai lavoratori al prefetto Maria Rosa Trio è il pagamento della 13esima e della 14esima, oltre al versamento degli stipendi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo.

“Ci rivolgiamo ora al prefetto Maria Rosa Trio per sapere se negli atti di società, Comune e Regione ci sia traccia di incontri, di convocazioni di Cda, di delibere con disposizioni economiche in favore dei lavoratori” – continuano i sindacati. “E vorremmo anche sapere se come promesso la Asl di Lecce abbia anticipato le somme dovute per le cure erogate in convenzione con il Sistema Sanitario per l’anno 2020. Intorno ad una sola certezza, c’è un turbine di silenzi, reticenze, insicurezza. La realtà, quella che vedono i lavoratori, è amara: i dipendenti non hanno percepito un solo euro. Ribadiamo ancora una volta come l’esasperazione si stia trasformando in rabbia ed in risentimento, creando i presupposti per qualcosa che sarà sempre più difficile gestire”.