Una spiaggiata, l’altra catturata nelle reti da pesca. Curate e liberate due tartarughe Caretta caretta

Liberati a Frigole due esemplari di tartaruga Caretta caretta, una spiaggiata e l’altra catturata nelle reti da pesca. Avranno un trasmettitore satellitare

A mezzogiorno in punto due tartarughe Caretta caretta sono state liberate. Una spiaggiata, l’altra catturata nelle reti da pesca, sono state curate dal Centro recupero tartarughe marine di Torre Guaceto e “restituite al mare” una volta pronte. Le tartarughe, come accaduto anche con altri esemplari, sono state dotate di un trasmettitore satellitare. Servirà a tracciare la rotta degli spostamenti, ma anche per raccogliere tulle le informazioni “preziose” (come ad esempio la temperatura delle acque) per monitorare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli habitat e le abitudini delle tartarughe marine.

Nello stabilimento Molo13, sul lungomare Mori a Frigole, erano presenti il sindaco Carlo Salvemini, il Presidente del Consorzio di Gestione dell’area protetta di Torre Guaceto, Rocky Malatesta e per la Capitaneria di Porto il T.V. (CP) Francesco Walter di Marco, Capo del Circondario Marittimo di Otranto.

“Restituire al mare, dopo le opportune cure, due esemplari di tartarughe marine dona un senso di gioia e soddisfazione, ma suggerisce anche delle riflessioni quantomai opportune – ha dichiarato il sindaco Carlo Salvemini – Entrambe le tartarughe sono state vittima di pratiche sbagliate, come l’eccessivo utilizzo delle reti e o l’abbandono di rifiuti in mare, che ne hanno provocato i problemi di salute curati dal centro di Torre Guaceto. Tutti noi, accanto alla curiosità e alla meraviglia per la loro presenza sulle nostre coste dobbiamo coltivare il rispetto e la tutela dell’ambiente marino per garantirne la sopravvivenza. Il mare, le spiagge, la fauna marina sono un patrimonio comune da tutelare, per restituirlo intatto alle future generazioni”.

“Dal 2016 a oggi, anno di inaugurazione del nostro centro recupero tartarughe marine, abbiamo salvato decine di animali e nell’ambito del progetto Mysea riusciremo a migliorare gli standard generali di tutela della specie” ha dichiarato il Presidente Rocky Malatesta. “Crediamo fortemente nell’importanza del lavoro di rete, soli si può fare poco, tutti uniti possiamo fare la differenza, e ci stiamo provando, tanto da aver contribuito a generare il network dei Parchi di Puglia, denominato Tetide, attraverso il quale attuare lo scambio delle buone pratiche di gestione e promuovere il turismo sostenibile”

Il progetto “Mysea”

Il sito scelto per la liberazione delle tartarughe non è stato casuale. Confina con il complesso dell’Idrovora, bene culturale sulla costa di Frigole all’interno del quale, nei prossimi mesi, saranno avviati i lavori, finanziati nell’ambito del progetto “Mysea”, per la realizzazione di un Centro recupero tartarughe marine.

Il Progetto, finanziato con fondi POR 2014 -2016 Asse VI, Azione 6.5 Interventi per la Tutela e valorizzazione della biodiversità terrestre e marina Sub-Azione 6.5.a, è realizzato in partnership tra i Comuni di Manfredonia, Zapponeta, Molfetta, Lecce quale Ente di Gestione del Parco naturale regionale Bosco e paludi di Rauccio, dal Consorzio di Gestione della Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto (BR), Parco regionale dune costiere e il Comune di Calimera, entro i cui territori o ambiti di competenza gestionale operano Centri di Recupero e soccorso di Tartarughe Marine.

“Con il nuovo Centro Tartarughe che sarà realizzato nel complesso dell’Idrovora, Lecce potrà esercitare ancor più un ruolo attivo nella tutela e preservazione del patrimonio ambientale che il mare esprime – ha dichiarato l’assessora alle Politiche Urbanistiche e Marine Rita Miglietta – la giornata di oggi testimonia la grande sintonia che esiste tra il Comune di Lecce, l’Ente di gestione del Parco del Rauccio, la riserva naturale di Torre Guaceto e la Capitaneria di Porto, ciascuno impegnato per le sue competenze nella tutela e valorizzazione della costa”.

Il progetto punta a coordinare a livello regionale le attività inerenti il soccorso e la tutela delle tartarughe marine, a creare una Rete di Centri di Recupero delle Tartarughe Marine della Puglia secondo il Piano d’Azione per la conservazione delle Tartarughe Marine (PATMA).

Le azioni previste sono il potenziamento della rete dei centri pugliesi per incrementare gli strumenti di tutela della caretta caretta e migliorare l’efficacia dell’azione di recupero anche con una ottimizzazione delle risorse utilizzate (ristrutturazione dei centri esistenti, forniture di attrezzature e mezzi); la creazione di un Osservatorio permanente per la conservazione della specie, che si avvalga di un geodatabase accessibile a istituzioni, ricercatori, mondo della scuola e cittadini per la raccolta, la gestione informatica e la diffusione dei dati bibliografici e di rilevamento sul campo relativi al ciclo di vita della specie: nidificazione, aree di crescita e di alimentazione, spiaggiamenti di esemplari vivi e morti, interazioni con attività umane (pesca, turismo, navigazione).

Cinque i Centri di recupero tartarughe che sono coinvolti nel progetto e che costituiranno la Rete di Centri di Recupero delle Tartarughe Marine della Puglia: Manfredonia, sito presso l’Oasi Lago Salso, gestito da Legambiente onlus, Molfetta, operativo nei territori delle province di Barletta-Andria-Trani (Compamare Barletta), Bari (Direzione Marittima Bari), Brindisi (Compamare Brindisi); Torre Guaceto, sito nell’omonima area protetta ed operativo nelle province di Taranto (Compamare Taranto) e Brindisi (Compamare Brindisi); Boschi e Paludi di Rauccio, operativo nella provincia di Lecce (Compamare Gallipoli) e il CRTM – Museo di Calimera (LE)- (Compamare Gallipoli).



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