Arrivano le sottovarianti ma per chi ha fatto il vaccino non costituiscono un problema, anzi. Le nuove mutazioni, dieci volte meno aggressive del virus di inizio pandemia, potrebbero rivelarsi addirittura sostitutive della quarta dose, che in tanti vorrebbero evitare.
A pochi giorni dalla fine dell’emergenza sanitaria la circolazione del SARS Cov2 (e famiglia) è ancora intensa, ma nei Paesi con un alto tasso di vaccinazione non desta preoccupazione e infatti l’ospedalizzazione al minimo storico della covid-19 lo conferma alla grande.
Il Comitato Tecnico Scientifico, prossimo a sfilare dalla scena madre, suggerisce che la reinfezione non è assolutamente improbabile ormai, ma che questa potrebbe non essere una cattiva notizia.
Entrare in contatto reiterato con il nuovo coronavirus significa di fatto abituarsi alla sua presenza e riconoscerlo, trasformandolo così in un ospite abituale, scomodo certo, ma non più un nemico mortale come due anni fa.
