Sbarra all’ingresso rotta da più di un mese, pericoloso ‘parcheggio selvaggio’ al Pronto Soccorso del Fazzi di Lecce

Il rischio è che qualche mezzo di soccorso sanitario possa ritardare nell’uscita o nell’ingresso, con evidente pericolo per chi deve essere trasportato nella struttura ospedaliera leccese. 

Senza l’adeguata segnaletica e con le sbarre di accesso rotte e non funzionanti da circa un mese è consequenziale che il parcheggio selvaggio al Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce diventi uno spazio pericoloso per la manovra dei mezzi sanitari in entrara e in uscita, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.

In questi giorni, purtroppo, stando alle continue lamentele presso la nostra redazione di cittadini ed operatori, si stanno verificando episodi di cattiva organizzazione degli spazi che potrebbero causare in qualsiasi momento gravi disservizi. La rottura della sbarra che consente l’ingresso nell’area del Pronto Soccorso sembra essere un monumento all’inutilità da parecchi giorni: da quando è rotta – le testimonianze riferiscono che siano passati oltre trenta giorni – nessuno si è preoccupato di risistemarla. E’ evidente che coloro che si recano al Pronto Soccorso con mezzi propri, in situazione di stress e di preoccupazione per la propria salute o per quella dei propri cari che trasportano, poco stiano a pensare, se non adeguatamente coordinati da una segnaletica efficiente, alle modalità di un parcheggio ordinato. Sostano sulla base delle file delle altre autovetture già presenti, non sapendo che potrebbero essere di grave intralcio all’entrata e all’uscita delle ambulanze che hanno un percorso di marcia ben stabilito, vista la dimensione dei loro mezzi.

Il rischio è che qualche mezzo di soccorso possa ritardare nell’uscita o nell’ingresso, con evidente pericolo per chi deve essere trasportato nella struttura ospedaliera leccese.

Certamente gli avvenimenti giudiziari di queste settimane che hanno riguardato sia la Direzione Generale della Asl che il management di SanitàService non stanno aiutando ad una organizzata gestione della struttura, ma il monito lanciato da cittadini e operatori va tenuto comunque presente. Meglio essere previdenti piuttosto che dover raccontare tristi episodi di cronaca.



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