Il pasticciotto di Ascalone tra i cinque migliori dolci al mondo secondo La Nacion

Arriva dall’Argentina un altro riconoscimento al Salento. La Nacion ha inserito il pasticciotto di Ascalone tra i cinque migliori dessert al mondo.

La popolarità del pasticciotto non ha confini. Il dolce tipico salentino nato quasi per caso nella bottega della famiglia Ascalone ha conquistato i palati degli ‘stranieri’ sparsi in ogni angolo del mondo. E anche i turisti in vacanza nel Tacco dello Stivale hanno capito subito che non c’è colazione senza questa ‘piccola torta di pasta frolla e crema’, accompagnata rigorosamente da un caffè in ghiaccio con il latte di mandorla.

Oggi, a celebrare la bontà del pasticciotto di Ascalone è La Nacion, uno dei giornali più seguiti e visitati in Argentina. Il quotidiano edito a Buenos Aires ha inserito questa eccellenza salentina tra i dessert più buoni al mondo. Nessuno, leggendo il titolo dell’articolo «¿Sos goloso? Estos son los cinco mejores postres del mundo» avrebbe immaginato che accanto ai ben più famosi e conosciuti macarons o alla Sacher viennese ci sarebbe stato anche il simbolo di questa terra baciata dal mare.

«Il Salento – si legge – è anche la casa si uno dei più deliziosi dolci al mondo: il pasticciotto, una minitorta ovale di frolla, riempita con crema pasticcera e cotta fino a doratura».

Anche La Nacion conferma che appena sfornato non ha rivali. Esattamente come voleva Andrea, l’ inventore del piccolo “pasticcio”, noto per la bravura, ma anche per le sue perle di saggezza. Si narra, infatti, che era solito punzecchiare i clienti sprovveduti che osavano chiedere di portarsi via il pasticciotto senza mangiarlo lì subito, ancora caldo.

Poi il consiglio su dove gustarlo. «Secondo la tradizione – continua – il migliore è quello della Pasticceria Ascalone di Galatina, città famosa per il numero e la bellezza delle sue chiese, a cominciare dalla Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, un gioiello dell’arte romanica e gotica italiana costruito alla fine del XIV secolo».

Il quotidiano nel descrivere il dolce salentino e le sue varianti al cioccolato, con la marmellata, con crema pasticciera e anche con la gianduia tocca anche la tradizione del tarantismo.

Insomma, una bella soddisfazione per il “tempio” del pasticciotto che dal lontano 1745 conquista tutti per la gola. Come siano riusciti gli argentini a conoscerlo, invece, resta un mistero… Che non sia stato uno dei tanti salentini emigrati a fare pubblicità alla sua terra? Ci piace immaginare che sia accaduto così.



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