Addio a Piero Angela, l’uomo che ha raccontato la cultura e la scienza

Giornata triste per il mondo del giornalismo. È scomparso Piero Angela, il divulgatore scientifico si è spento a 93 anni

Sembrava eterno, nonostante i suoi 93 anni. E, invece, Piero Angela si è spento, lasciando il suo pubblico con un vuoto difficile da colmare. «Buon viaggio papà» ha scritto il figlio Alberto, quando ha comunicato su Twitter la scomparsa del giornalista e divulgatore scientifico entrato in punta di piedi nelle case degli italiani, dove è rimasto per 70 anni come un amico di famiglia, un pilastro della cultura e della scienza con la sua capacità di raccontare con “semplicità” anche le cose più complicate e difficili da capire.

Protagonista di programmi di indiscusso successo come Quark, Superquark e Ulisse con il figlio che ha seguito le sue orme, Piero Angela è riuscito a far scoprire i segreti della scienza a intere generazioni. Ha preso per mano giovani e meno giovani e li ha accompagnati alla scoperta dei misteri dell’universo, dalle piramidi, del corpo umano, dalla giungla, prima con i cartoni animati, con i disegni di Bruno Bozzetto, poi con il potere delle parole, mai fuori posto.

Un patrimonio di conoscenze che ha saputo comunicare agli spettatori, una qualità rara. “È sorprendente rendersi conto che più escono cose dalla scatola della conoscenza più se ne creano dentro, in continuazione, di nuove” disse per spiegare il suo amore per la scienza, nato all’epoca del viaggio nello spazio.

Tutto era cominciato con una visita alla Nasa, impegnata a pianificare lo sbarco sulla luna. La macchina organizzativa perfetta, la sala dei comandi, gli scienziati che lavorano dietro le quinte lo affascinano al punto che, tornato da quel viaggio, decide di telegiornale per i documentari. Una scommessa vinta per quel galantuomo dai modi garbati che ha appassionato tutti.

L’ingegnere mancato (non si è mai laureato), diventa una figura popolare senza mai tradire se stesso: gira per le scuole, pubblica una trentina di libri, piovono le lauree honoris causa (otto), non si contano i premi ricevuti, ma lui sempre discreto e pacato ha aperto a tutti le porte della conoscenza.

Ecco perché la notizia della sua morte ha colpito tutti come se fosse venuto a mancare un familiare. Quando compariva
in TV con la sua educata eleganza, il mondo sembrava un posto che valeva la pena conoscere.

L’addio al pubblico

L’ultimo messaggio, un congedo ai telespettatori, è stato affidato al sito Internet del suo programma. «Cari amici – ha scritto nel suo testamento pubblico – mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale, ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia».

«È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio».



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