Sigilli ai pontili del porto di Otranto, il Sindaco: “Soprintendenza non migliora sostenibilità della città”

Non si è fatto attendere il commento del sindaco Pierpaolo Cariddi, indagato insieme ad altre 5 persone con l’accusa di occupazione abusiva del demanio marittimo.

Parole di disappunto quelle del Sindaco del comune di Otranto, da poco indagato per occupazione abusiva del demanio marittimo. Nell’occhio del ciclone, oltre al primo cittadino del comune salentino, ci sono anche altre 5 persone che rispondono tutte della stessa accusa.

Pierpaolo Cariddi, Sindaco di Otranto

Sul banco dell’accusa c’è la questione dei pontili del porto di Otranto, per cui sono scattati i sigilli nella giornata di ieri. “Sono molto amareggiato per quanto si sta verificando sulla questione dei pontili”, dice Pierpaolo Cariddi, Sindaco di Otranto. “Con la politica che genera quadri normativi incerti, si delegano a burocrati le decisioni strategiche sul nostro territorio, con Soprintendenze che anziché migliorare le nostre visioni di sviluppo sostenibile della città, pongono solo divieti assoluti”.

Le diffide dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, dall’Ufficio Circondario Marittimo di Otranto e dall’Avvocatura Generale dello Stato di Roma non sono mancate, ma lo smontaggio dei pontili allo scadere della stagione estiva, come previsto, non arrivava. Gli indagati, infatti, non ottemperavano all’ordine di smontaggio dei pontili e impartito dalla Soprintendenza Archeologia.

È proprio questo il punto che divide il primo cittadino dalla Soprintendenza, che si trova a far fronte ai costi che una struttura stagionale ha, rispetto ad una fissa. “Difenderemo il nostro operato con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione con rispetto e fiducia nella magistratura, interessata ora dalla vicenda”, continua il primo cittadino.

“Nel contempo siamo già al lavoro per costruire nuovi scenari e pianificare nuove soluzioni progettuali che possano consentire alla città di avere quei servizi che cittadini e ospiti chiedono e meritano, consapevoli del grande valore economico e sociale che il porto assume non solo per Otranto, ma per l’intero Salento”.