Scoperti reperti archeologici sulla spiaggia di Porto Cesareo, partite le operazioni di tutela e recupero

A trovarli alcuni surfisti. Il maltempo prima delle festività natalizie ha scoperchiato alcune tombe antiche facendo sì che i reperti si disperdessero

Tutto ha preso il via poco prima delle festività natalizie, quando, a causa delle condizioni meteo particolarmente proibitive, sono state scoperchiate alcune tombe antiche nel porto di Porto Cesareo, sul bagnasciuga di fronte a Torre Chianca, l’antica torre di vedetta della marina ionica, in un’area dove gli esperti avevano già ipotizzato la presenza di una necropoli.

Alcuni surfisti che si sono accorti della presenza di alcuni resti ossei, tra cui parti di teschio vicino a un sarcofago scoperchiato, hanno immediatamente avvisato il personale dell’Ufficio locale marittimo di Porto Cesareo, si è recato sul posto al fine di constatare l’effettivo rinvenimento dei reperti archeologici e darne comunicazione agli Enti interessati oltre che alla Soprintendenza. Una volta avuta comunicazione, quindi, i tecnici della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, insieme ai militari della Guardia Costiera di Porto Cesareo hanno svolto diversi sopralluoghi al fine di mettere in atto tutte le misure necessarie volte a tutelare il sito oggetto di rinvenimento. La zona è stata costantemente monitorata grazie al sistema di videosorveglianza nella disponibilità dell’Area Marina Protetta e a partire dalla giornata di ieri hanno preso il via le operazioni di recupero dei reperti.

Non è questo il solo episodio registratosi nella località rivierasca in tal senso, in quanto, poco distante sorge l’area archeologica di Scalo di Furno, testimonianza di un insediamento dell’età del Bronzo (XVII-XVI secolo a.C.).

Le operazioni di recupero dei reperti, sono condotte dagli archeologi del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, guidati Luigi Coluccia sotto il coordinamento della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, rappresentata da Giuseppe Muci. Sul posto, anche il titolare dell’Ufficio Locale marittimo di Porto Cesareo, che ha fornito massima collaborazione e assistenza.

Al momento sono stati rinvenuti uno scheletro intero e tre tombe. Seguirà da parte dei tecnici la datazione dei reperti.

La Guardia Costiera continua a fornire il proprio apporto e supporto alla Soprintendenza e in ottemperanza alle disposizioni per la tutela delle aree marine di interesse storico, artistico o archeologico del decreto del 2 luglio 1989, per preservare e tutelare il patrimonio archeologico, storico-artistico, architettonico e paesaggistico in una zona così pregiata come quella di Porto Cesareo e dell’Area Marina Protetta. Occasioni come questa costituiscono un connubio perfetto di cultura e mare: è la cultura del mare ed è una storia ancora da scrivere.