Tre anni senza Duilio, il ricordo e la commozione di chi gli ha voluto bene

La Santa Messa in ricordo di Duilio Martella, nel terzo anniversario della sua morte, sarà celebrata alle 18.00 del 5 febbraio presso la parrocchia San Nicola Vescovo a Caprarica di Lecce

Quando il 5 febbraio del 2018 arrivò in redazione la tragica notizia della morte di Duilio Martella ci furono attimi di smarrimento. Leccenews24 racconta il nostro territorio nelle sue pagine belle e in quelle più tristi e non dimentica mai di volgere il suo sguardo su quei figli del Salento che hanno trovato felicità e realizzazione altrove. Entusiasmante raccontare i loro successi, ma al tempo stesso straziante piangerli in una delle tante tragedie di cui si riempiono le pagine di cronaca.

C’era anche di più, però, in quella notizia di un incidente stradale mortale nella lontana Rovigo. Duilio era l’amato fratello di Fabrizio, storico collaboratore del nostro giornale. La storia di quella persona umile e semplice, come era Duilio, così come quella di tanti salentini che hanno fatto fortuna altrove, la conoscevamo bene e tutto ci sembrava ancora più assurdo.

Sono passati tre anni da quel giorno. Un soffio, forse. Oppure un tempo lento, lentissimo, magari fermo, quasi immobile. Un tempo che ha cessato il suo inesorabile corso per Cristina, la moglie di Duilio, Andrea e Federico, i figli, gli anziani genitori Lucia e Vito che lo piangono quotidianamente nella sua Caprarica di Lecce e quando possono scappano in Veneto.

Da Caprarica a Rovigo

Duilio era uno dei tanti salentini che si trovavano a vivere nel Nord Italia per amore. Era il 1988 quando dal Salento si spostò a Rovigo per il servizio militare e conobbe Cristina. Tornare al Sud non aveva più senso, perché ormai le sue radici aveva voglia di metterle lì, insieme a quella donna che sarebbe stata la compagna di una vita, della sua vita. Comprarono casa, che soddisfazione! Nacquero Andrea e Federico, arrivò un lavoro sicuro presso la Idrosart con le funzioni di magazziniere, un lavoro che amava molto e assecondava la sua inclinazione per la precisione, la puntualità, la meticolosità.

Bicicletta, che passione!

E poi c’era tutta la vita dopo il lavoro, la parte di tempo libero che Duilio riempiva con la famiglia e con gli amici. La bicicletta era la sua passione; si iscrisse così a due associazioni sportive (l’Asd Gs Pavajon e il Team Cassani) con le quali non perdeva occasione per uscite, gare, sgambate, passeggiate quasi tutte le domeniche. A casa, le redini del ménage, come è ovvio, spettavano a Cristina, ma non chiedete a Duilio di lasciare lo scettro della cucina, perché a lui piaceva cucinare e i fornelli erano il suo regno. Si dilettava a preparare ottimi dolci anche per le uscite in bici con le associazioni. Crostate di frutta sulle quali si divertiva a scrivere sempre frasi carine con la pasta che avanzava dall’impasto.

Sembra strano parlare di Duilio al passato, ma il tempo scelto è soltanto uno strumento da utilizzare per la narrazione. In realtà l’indicativo presente non ha mai smesso di aleggiare sulla sua figura.

Un controllo di routine

Com’è che Duilio perse la vita? Raccontarlo non è un esercizio retorico, per nulla. Testimoniarlo serve a capire come il destino a volte sia proprio crudele e si faccia beffa del nostro modo di essere, delle nostre abitudini, delle nostre inclinazioni. Fatale fu il suo innato senso del dovere, il suo innato rispetto per le regole, la sua totale contrarietà a contraddirle, a sfuggirle.

Già, a raccontarla quella tragedia sembra un incastro triste del fato. Duilio stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro, a bordo del suo inseparabile scooter. Quanti chilometri su quelle due ruote…È l’ora del rientro dal magazzino e sta imboccando proprio la strada che lo porterà in famiglia, quando ecco che lo ferma una pattuglia della polizia su Viale Porta Adige. Un controllo di routine. Duilio accosta, saluta, mostra i documenti, figurarsi ha sempre tutto in regola… Quando ecco che durante quel controllo emerge che non ha rinnovato il collaudo del mezzo. Una dimenticanza, come quella che capita a molti di noi, anche quando siamo sempre vigili dinanzi alle innumerevoli scadenze che si affollano nella nostra vita. A Duilio sembra impossibile, proprio lui così preciso ha avuto questa dimenticanza…Vabbè, cose che capitano…L’agente gli dice ovviamente che deve mettersi in regola e che gli è consentito il transito solo e soltanto per recarsi in officina ad effettuare quell’adempimento.

‘Cristina, vienimi a prendere in officina’

Chiunque sarebbe tornato a casa, magari imprecando, avrebbe aspettato il giorno successivo e con calma si sarebbe recato alla revisione del mezzo. Non Duilio, però…Duilio sentiva, invece, di aver infranto una regola. E questo non si poteva fare, “bisogna essere sempre a posto con i nostri obblighi civici”. Guai a sbagliare! Si sentiva un po’ in colpa, una sensazione di fastidio. Quindi che fece? Chiamò la moglie e le raccontò l’episodio: ‘Vienimi a prendere in officina, ho già chiamato. Lascio lo scooter subito così mi metto in regola con il collaudo. Poi ce ne torniamo insieme. Ti aspetto lì’. Duilio si rimise in sella allo scooter, fece inversione e si recò verso l’officina. Ma Cristina non lo vide mai arrivare nel posto in cui le aveva detto di andarlo a prendere, perché proprio su Viale Porta Adige ebbe l’impatto fatale con un altro mezzo.

Duilio amava il Salento

Chiedersi il perché non ha senso. Il nostro destino è sempre dietro a un angolo, pronto ad aspettarci come se tutti i pezzetti di strada che abbiamo compiuto fino a quel momento siano soltanto il percorso obbligato che ci porta nelle sue braccia.

Duilio amava il Salento, non l’aveva certo dimenticato. Aveva qui i genitori, il fratello, il nipote, una casa nella marina di San Foca da riempire nel periodo estivo. E ogni tanto si divertiva a scendere giù con gli amici. Quando il fratello salì insieme ai genitori per il triste rito della sepoltura andò a controllare la sua automobile. Duilio l’aveva già preparata, ben stipata di ogni cosa, con ordine e precisione, perché la settimana successiva sarebbe dovuto scendere a Lecce con alcuni compagni di bicicletta.

“Era perennemente in contatto con tutti – ci racconta il fratello – sms, audio vocali, whatsapp. Quasi volesse sentire ogni suo singolo amico più volte durante la giornata; era il suo modo di dire: ‘Ci sono, io sono qui per qualsiasi cosa!’.

Santa Messa di commemorazione

Venerdì 5 febbraio nel suo ricordo saranno in tanti a stringersi. A Rovigo e a Caprarica, dove la Santa Messa in ricordo di Duilio, nel terzo anniversario della sua morte, sarà celebrata alle 18.00 presso la parrocchia San Nicola Vescovo.



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