Indossa la felpa No-Tap mentre rimuove le scritte, l’azienda si scusa “per l’imbarazzo”

La società “Mas Service Plus” che ha rimosso gratuitamente le scritte No-Tap dalle mura del teatro “Apollo” e del “Cesare Battisti” ha chiesto scusa al Comune di Lecce per l’imbarazzo provocato dalla foto dell’addetto con la felpa “né qui, né altrove”.

“Vivere, amare, tutelare e rispettare” è questa la filosofia della società «Mas Service Plus» l’azienda che, dopo essere stata allertata dal Comune di Lecce, ha rimosso – gratuitamente – le scritte No-Tap che hanno imbrattato il Teatro Apollo e l’edificio scolastico Cesare Battisti. Gli operai, con professionalità, hanno cancellato, ad uno ad uno, i ‘segni’ lasciati da alcuni manifestanti durante il corteo voluto per “festeggiare” un anno di lotta.

Durante le operazioni, iniziate all’alba, qualcosa è andato storto: la foto di un addetto che aveva sulle spalle una felpa No-Tap con la scritta «né qui, né altrove» ha sollevato un polverone talmente grande da spingere Pierluigi Colavero, amministratore unico, a diramare una nota stampa per raccontare l’accaduto.

Il chiarimento

«È accaduto – si legge nella nota – che nel corso dei lavori un esponente istituzionale di un altro Comune, aderente al Movimento No Tap, abbia raggiunto il luogo dell’intervento chiedendo al personale presente la disponibilità a scattare una fotografia con la felpa No-Tap sulle spalle. Al personale presente è stato assicurato che lo scatto fotografico non sarebbe stato diffuso e che aveva l’unica utilità della soddisfazione privata del suo autore, che non l’avrebbe condiviso. Sottovalutando le conseguenze e riponendo in maniera avventata la nostra fiducia nel suddetto esponente istituzionale, il nostro personale si è prestato al gioco, salvo poi rendersi conto, pochi minuti dopo, che lo scatto era stato condiviso su Facebook».

Un qui pro quo che ha spinto l’azienda a scusarsi con il Comune di Lecce testualmente per “l’imbarazzo provocato”. E ancora a prendere le distanze dalla fotografia e a stigmatizzarne ogni strumentalizzazione. «Siamo una ditta fornitrice di servizi e nel momento in cui li svolgiamo con professionalità e passione lo facciamo con l’unico scopo di fare bene il nostro lavoro e di ricambiare la fiducia che in noi ripongono le amministrazioni pubbliche e i privati committenti».

Questo fa capire solo come sia delicata la questione del gasdotto Tap.



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