Legittimo il diniego del Comune di Galatina per prorogare l’affidamento del trasporto pubblico al gestore uscente

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha accolto le tesi dell’Avvocato Luigi Quinto, difensore dell’Amministrazione Comunale

Con una sentenza di particolare rilevanza, perché è la prima che si occupa della interpretazione della disciplina italiana sulla proroga delle concessioni del servizio pubblico di trasporto locale, alla luce della normativa comunitaria, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato (Pres. Lotti, Est. Caminiti) ha riconosciuto la piena legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale di Galatina, che aveva ritenuto insussistenti i presupposti per la concessione della proroga dell’affidamento al gestore uscente fino al 31.12.2026.

La società, che gestisce il servizio dal 2004 in virtù di un affidamento novennale, poi prorogato fino al 31.12.2022, aveva richiesto al Comune una ulteriore proroga, giustificata con l’impegno a eseguire significativi investimenti per migliorare la qualità del servizio.

Il Comune aveva valutato negativamente l’istanza per due ragioni: perché gli investimenti proposti apparivano modesti e non certo significativi, come richiesto dalla disposizione regionale, poiché si attestavano su una soglia di appena il 5% rispetto al costo annuo del servizio di 250mila euro e perché la ditta aveva già consumato la possibilità di ottenere proroghe in virtù dei precedenti reiterati affidamenti.

L’Avvocato Luigi Quinto

Il diniego, già valutato positivamente dal Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce, è stato impugnato dalla ditta innanzi al Consiglio di Stato che, accogliendo le tesi difensive dell’Avvocato Luigi Quinto nell’interesse del Comune di Galatina, ha respinto l’appello, evidenziando come la possibilità di concedere la proroga sia legata alla esecuzione di significativi investimenti orientati alla sostenibilità ambientale e al miglioramento dei servizi di trasporto passeggeri, aventi un periodo di ammortamento superiore alla scadenza dell’affidamento. Il Giudice amministrativo ha ritenuto corrette le valutazioni compiute dagli uffici comunali sulla inadeguatezza degli investimenti proposti dal 2 concessionario, legittimando così la scelta dell’Amministrazione di procedere alla indizione di una gara pubblica in luogo della proroga dell’attuale servizio.

“Attraverso una interpretazione della normativa nazionale alla luce dei principi comunitari, il giudice d’appello – ha osservato il legale – ha evidenziato come la proroga straordinaria invocata dal gestore debba comunque coordinarsi con la norma comunitaria che esclude la possibilità che l’affidamento complessivo del servizio ecceda il termine massimo di 15 anni, nella specie abbondantemente spirato, atteso che il servizio è gestito ininterrottamente dalla stessa società dal 2004”.



In questo articolo: