Senzatetto da Mons.D’Ambrosio: ‘l’arcivescovo si faccia portavoce dei nostri problemi’

Gli homeless e i disoccupati si rivolgono all’arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio, nella speranza che Sua Eccellenza possa scuotere le Istituzioni anche in occasione del discorso di rito durante la processione religiosa del 24 prossimo.

Torna l’appuntamento con le festività patronali a Lecce e con essi tutto il corollario. Sì, perché la festa leccese non è soltanto bancarelle, spettacoli e traffico in tilt, è anche – dovremmo dire soprattutto – un appuntamento religioso in cui la città onora i Santi Patroni che la proteggono.

La processione, infatti, in cui le statue dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato fendono la folla dei fedeli apre la tre giorni come da tradizione, sotto l’occhio attento dell’Arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio.

Soltanto l’anno scorso, alcuni senza tetto avevano presentato le proprie istanze all’attenzione dell’Arcivescovo, presentandosi anche in occasione del rito religioso che si stava snodando per le vie del centro. A capo del gruppo di persone, vi era proprio Giuseppe Fiorentino, il clochard 66enne morto nei giorni scorsi nella casa abbandonata dove aveva cercato riparo.

Quest’anno la storia si ripete, ma questa volta nel nome del povero Giuseppe. Così, le Associazioni leccesi di Assistenza sociale "Pronto Soccorso dei Poveri-Lecce" e "Lecce Rinasce" annunciano che domani mattina alle 9,30, senza tetto, sfrattati e disoccupati, con i responsabili delle Associazioni, saranno ricevuti da Sua Eccellenza Mons. Domenico D'Ambrosio a cui sarà consegnata una lettera dagli amici di Giuseppe.

La richiesta è chiara: che l'Arcivescovo rappresenti le istanze e le richieste d’aiuto alle Istituzioni, in vista anche del discorso di rito che si terrà durante la processione religiosa.

Un grido disperato, ancora una volta, che merita attenzione perché non è più possibile assistere a casi di solitudine e povertà come quelli che si sono ripetuti negli ultimi anni a Lecce.



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