Stipendi in ritardo, in stato di agitazione le lavoratrici che assistono gli anziani

Le lavoratrici che del servizio Adi e Sad, che operano nei comuni dell’ambito sociale di Galatina, proclamano lo stato di agitazione. Il motivo è¨ il ritardo sistematico nei pagamenti ai dipendenti.

Ritardo inaccettabile nei pagamenti degli stipendi. È questo il motivo principale per cui è stato dichiarato lo stato di agitazione da parte dalle lavoratrici che svolgono il delicato servizio di assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata per le persone anziane non autosufficienti che vivono nei Comuni dell’Ambito sociale di zona di Galatina (Galatina, Aradeo, Cutrofiano, Neviano, Sogliano Cavour, Soleto).

Al loro fianco c’è la Fp Cgil, che attraverso una nota stampa fa sapere che: “Nonostante gli innumerevoli colloqui intercorsi con Cesfet Onlus – Consorzio Europa e con l’Ambito Sociale di Zona di Galatina, infatti, queste lavoratrici continuano ad assicurare il servizio Adi e Sad senza ricevere né l’esiguo stipendio, né alcun rimborso per le spese del carburante che devono anticipare per potersi spostare da un domicilio all’altro”.

Nel comunicato poi si legge: “Ad oggi queste lavoratrici attendono ancora il pagamento delle competenze relative alla mensilità di dicembre e alla tredicesima. Nonostante le continue sollecitazioni fatte dalla Fp Cgil, le risposte date dalla parte datoriali risultano pretestuose e vaghe per giustificare l’inaccettabile ritardo con cui si procede ai pagamenti delle lavoratrici. Questo comportamento è reso ancora più intollerabile dal fatto che, ad ogni scadenza, la Fp Cgil è costretta a sollecitare quanto dovuto. Il ritardo nella corresponsione del salario sta generando intanto gravi difficoltà e notevoli disagi alle lavoratrici e alle loro famiglie per le quali, in molti casi, quella retribuzione rappresenta l’unica fonte di sostentamento”.

Ed infine: “Il Coordinatore Provinciale Socio Sanitario Assistenziale Educativo Privato (SSAEP) della FP Cgil Lecce Cosimo Malorgio, visto il perdurare di tale situazione, preannuncia quindi lo stato di agitazione del personale, con l’auspicio che si arrivi a una rapida e definitiva soluzione dei problemi evidenziati.

Per diritto di replica di seguito la nota del Consorzio Europa sullo stato di agitazione del personale del Servizio SAD-ADI di Galatina

«Spiace dover apprendere, ancora una volta, dagli organi di stampa la proclamazione di uno stato di agitazione per ritardi nei pagamenti al personale dipendente e dover prendere atto che, di fronte alle sacrosante lagnanze dei lavoratori, talune sigle sindacali che sostengono di difendere gli interessi dei loro iscritti, anziché affrontare il problema alla radice (quali siano i motivi del ritardo nei pagamenti), pretendono di essere “forti” con i “deboli” e “deboli” con i “forti”.
Tali OO.SS. sanno bene che le stazioni appaltanti della Pubblica Amministrazione sono in ritardo cronico nei pagamenti delle fatture prodotte dalle organizzazioni del terzo settore per i servizi puntualmente resi, contravvenendo ad impegni contrattuali e a disposizioni di legge e, nonostante ciò, si limitano a proclamare stati di agitazione contro i gestori dei servizi e non contro gli appaltatori.
Nel caso delle lavoratrici impegnate nel servizio Adi-Sad di Galatina, il Consorzio Europa ha ricevuto, da parte dell’Ambito di Galatina, pagamenti relativi al servizio erogato fino ad ottobre 2013 ma è riuscito, comunque, a corrispondere al personale in servizio le retribuzioni di novembre, anticipando con mezzi propri le risorse necessarie, nel pieno rispetto delle norme contrattuali, oltre a pagare puntualmente quanto dovuto per oneri sociali (contributi INPS ed INAIL) sino ad oggi. Questo grazie alla credibilità acquisita nei confronti degli istituti di credito per il rating maturato negli anni, per cui il Consorzio fruisce di somme per anticipo fatture da enti pubblici, pur se gravate dai relativi oneri finanziari.
Per quanto riguarda le richieste di rimborso per spostamenti con mezzi propri da parte delle dipendenti, non si comprende dove fosse l’O.S. in questione quando sono stati elaborati i Bandi di gara, i cui Capitolati d’oneri non prevedevano questa tipologia di spese; Bandi di gara che le OO.SS. hanno condiviso prima della pubblicizzazione dei relativi Avvisi pubblici. Reclamare oggi e nei confronti di chi non ha alcuna possibilità, non solo di accogliere ma nemmeno di prendere in esame le richieste, cui pur si riconosce piena legittimità, sembra assolutamente strumentale e serve solo a minare l’immagine di chi opera quotidianamente per migliorare qualitativamente i servizi erogati e cercare di venire incontro, nel limite delle possibilità finanziarie che si è faticosamente conquistate, alle esigenze del personale dipendente, i cui posti di lavoro assicura e tutela, nei fatti e non a chiacchere,  contro ogni ristrettezza e difficoltà.

Chi non riesce ad affrontare i problemi e cercare, nelle sedi opportune, le soluzioni ai problemi, diviene, purtroppo, parte dei problemi stessi. E i lavoratori stanno gradualmente prendendo consapevolezza anche di questo».  



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