Stipendi non pagati e turni massacranti, i dipendenti Securpol sul piede di guerra

La loro rabbia è indirizzata verso i vertici dell’azienda che, come sostengono, nonostante ricevano il denaro necessario dalla Asl, sono in ritardo con i pagamenti degli ultimi stipendi, si va dai due ai quattro mesi e qualcuno non ha ricevuto nemmeno la tredicesima.

Stipendi non pagati, turni di lavoro interminabili ed estenuanti, l'ombra del licenziamento. La situazione dei dipendenti della Securpol Security sta diventando giorno dopo giorno sempre più insostenibile, tanto che le 27 guardie giurate, assorbite dall’istituto di vigilanza che gestisce l’appalto Asl su vari presidi (ospedale “Vito Fazzi”, Sert e portinerie), a circa quattro mesi dall’ultima protesta, sono tornate a farsi sentire e a gridare tutto il loro malcontento ai piedi della Prefettura di Lecce.

La loro rabbia è indirizzata verso i vertici dell’azienda che, come fanno sapere i dipendenti, nonostante ricevano il denaro necessario dalla Asl, sono in ritardo con i pagamenti degli ultimi stipendi, si va dai due ai quattro mesi e qualcuno non ha ricevuto nemmeno la tredicesima. Il contesto diventa ancor più inquietante se si pensa che i vigilanti – sempre a loro dire – sono costretti a rispettare turni di lavoro massacranti che spesso vanno dalle 12 alle 16 ore consecutive, con sole tre ore di riposo successive.

Una situazione di totale incertezza che si protrae da circa due anni e che, negli ultimi tempi, ha portato anche a lavoratori che si sono sentiti male durante le stressanti ore di lavoro o a richieste di aiuto alla Caritas per i casi economici più disperati. Lo sciopero di stamattina era un’occasione per portare alla luce la vicenda e denunciare queste irregolarità a cui, se non si prenderanno dei provvedimenti, i dipendenti non sono più disposti a sottostare. Un paio di rappresentanti della Ugl sono stati accolti dal Dottor Luigi Aprea, vice Prefetto aggiunto, per chiedere delle rassicurazioni per un futuro migliore.

Vito Perrone, segretario Ugl, fa sapere che mercoledì il presidio si sposterà davanti la sede della Asl di Lecce e chiarisce la situazione: “Sono tre mesi che questa azienda non paga le retribuzioni, nonostante percepisca normalmente le fatture dalla Asl che è l’ente appaltante. L’imprenditore a capo dell’azienda, inoltre, ha un’atteggiamento poco conciliante nei confronti dei suoi dipendenti. Per stare sul mercato deve rispettare il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Abbiamo chiesto un intervento durissimo da parte della Prefettura e mercoledì ci sarà un presidio nei pressi della Asl perché non è più possibile andare avanti con questa situazione. Il Dottor Aprea ha preso un impegno e farà un comunicato durissimo nei confronti dell’azienda e con quel provvedimento le organizzazioni sindacali mercoledì chiederanno la rescissione del contratto alla Asl”. 



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