Lecce, la storia del club salentino

E’ una delle squadre più importanti del Paese e anche in passato si era reso protagonista di alcune belle stagioni che hanno fatto la storia della società.

Negli ultimi anni, il Lecce ha avviato un progetto che sta portando diversi frutti. In primis la valorizzazione dei tanti giovani portati da uno specialista dello scouting come Pantaleo Corvino. L’anno scorso la formazione Primavera dei salentini ha vinto il campionato di categoria e quest’anno alcuni di loro, come Dorgu e Berisha, hanno fatto il loro esordio in Serie A fornendo ottime prestazioni.

Il Lecce, del resto, è una delle squadre più importanti del nostro Paese e anche in passato si era reso protagonista di alcune belle stagioni che hanno fatto la storia della società.

Le origini

Le origini del Lecce risalgono al 15 marzo 1908, con l’istituzione dello Sporting Club Lecce, attivo inizialmente anche nel ciclismo e nell’atletica. Poi, dopo qualche partecipazione ai campionati di prima e seconda divisione, arrivò la costituzione dell’Unione Sportiva Lecce, avvenuta il 16 settembre 1927 e nata dalla fusione tra tre società locali: FBC Juventus, SC Lecce e Gladiator.

Fu l’inizio di una storia che dura ancora oggi, fatta di alti e bassi, ma anche di momenti indimenticabili come la vittoria della Coppa Italo-Inglese Semiprofessionisti e il record di imbattibilità di Emmerich Tarabocchia della stagione 1974/1975 che dura tuttora: ben 1791 minuti senza mai subire un gol.

La prima vera svolta arriva negli anni Ottanta, con allenatore Eugenio Fascetti. In quel periodo, l’allora squadra del presidente Fanco Jurlano ottiene una storica promozione in Serie A, dando così inizio ad una lunga, seppur alterna, permanenza nel massimo campionato italiano.

Gli anni Duemila, in particolare, segnarono un’importante parentesi nella storia del club, che in quel periodo vince i suoi primi due campionati Primavera e disputa diverse belle stagioni grazie ai tanti prodotti del settore giovanile e a campagne acquisti mirate che portarono a Lecce giocatori di primo livello come successe già in precedenza negli anni Ottanta.

In questo modo, per i pugliesi, è stato più facile ottenere qualche salvezza, di cui alcune arrivate nonostante gli sfavori dei pronostici dei bookmakers, come quelli riportati sulla pagina del calcio di Betway.

I giocatori più famosi

Il Lecce degli anni Ottanta è stata una squadra che abbinava talento e grinta sia per via di alcuni acquisti importanti che per i tanti giovani cresciuti in casa e poi diventati vere e proprie icone del campionato. Tra gli arrivi, uno dei più importanti di quell’epoca è sicuramente Pietro Paolo Virdis che, dopo aver vinto scudetti, Coppe Italia, Supercoppe e anche una Coppa Campioni col Milan, scelse il Salento per chiudere la sua carriera.

Il vero simbolo del Lecce di quel periodo è stato però un argentino, nonché campione del mondo con l’Albiceleste di Maradona a Messico ’86. Parliamo di Pedro Pasculli, attaccante classe ’60 originario di Santa Fe che rimase in biancorosso per ben sette stagioni. Un’esperienza significativa per la carriera del sudamericano, tanto da convincerlo a tornare in Italia, prima alla Casertana e poi al Brindisi, ad anni di distanza dalla fine della sua parentesi leccese.

In quegli stessi anni, arrivarono dal settore giovanile tanti talenti. Esattamente come Antonio Conte che, dopo aver disputato diverse stagioni nella prima squadra giallorossa, approdò alla Juve, diventando il giocatore che tutti abbiamo imparato a conoscere sia in bianconero che con la maglia della Nazionale italiana. Un altro invece è stato Francesco Moriero, compagno sia nelle giovanili che in prima squadra dello stesso Conte e anche lui diventato un simbolo del calcio italiano di quegli anni, avendo giocato per squadre prestigiose come Cagliari, Roma, Inter e Napoli.

Ancor prima era stato invece il momento di Pasquale Bruno, uno dei difensori più duri da affrontare per gli attaccanti dell’epoca e con un trascorso, dopo gli anni leccesi, in squadre importanti come Juve, Torino e Fiorentina. Per lui ci fu anche il momento di tornare nella sua città nel 1995, salvo poi scegliere di trasferirsi all’estero per giocare prima in Scozia con gli Hearts e poi in Inghilterra con il Wigan.

Il Lecce ha avuto anche il merito di crescere un futuro campione del mondo come Franco Causio che, dopo aver fatto la trafila nelle giovanili del club salentino e qualche prestito negli anni Sessanta, si impose alla Juventus divenendone presto un elemento imprescindibile. In bianconero trascorse undici stagioni, vincendo sei scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa.

Gli anni Duemila furono invece segnati da giocatori altrettanto importanti per la storia del club come Ernesto Chevanton, che tuttora vive e lavora a Lecce per la squadra che lo ha reso famoso in Europa, tanto da convincere squadre come Monaco e Siviglia ad investire su di lui.

Poi, ci sono stati i vari Tonetto, Cassetti, Bojinov, Bovo, Lima, Miccoli, Di Michele, Giacomazzi, Ledesma, Vucinic, senza dimenticarsi di campioni come Giannini, ex bandiera della Roma, Cuadrado, Muriel, Amelia e Oddo.