Striscione con offese sessiste, tre turni di squalifica al ‘Bianco’ di Gallipoli. E scoppia la polemica tra Vella e Carrozza

Dopo la sentenza del Tribunale Federale e la squalifica dell’Antonio Bianco per il manifesto sessista, è polemica tra il presidente Carrozza e l’ex presidentessa Paola Vella.

Tre turni di squalifica dello stadio comunale di Gallipoli, il glorioso Antonio Bianco. Così ha deciso il Tribunale Federale a seguito dei cori discriminatori e dello striscione con offese sessiste nei confronti della presidente del Gallipoli Football 1909, Paola Vella, striscione esposto dai supporters in occasione della partita tra Città di Gallipoli e Ginosa, che militavano l’anno scorso in Promozione. È salato il conto che dovrà pagare il Città di Gallipoli, la bella compagine allenata da Mister Alessandro Carrozza che quest’anno sta disputando il campionato di Eccellenza Regionale. Ma era inevitabile che il Giudice avrebbe avuto la mano pesante, vista la gravità delle offese nei confronti di Paola Vella, presidente dell’ altra compagine di città. Destarono pubblica indignazione quei cori e quello striscione, parole troppo gravi che adesso si abbattono come un boomerang, a causa della responsabilità oggettiva, su squadra e giocatori costretti a giocare i prossimi tre turni interni lontano dalle mura amiche.

Le decisioni del Tribunale hanno però dato vita ad una polemica tra la dirigenza del Città di Gallipoli, che ritiene la pena troppa elevata, e l’ex presidente Paola Vella che ancora non ha perdonato quelle offese che bruciano come il sale su una ferita aperta.

Il comunicato stampa del Presidente della Asd Città di Gallipoli

Il Presidente Carrozza annuncia con un comunicato che impugnerá la sentenza: ‘Convinti della nostra etica morale e guidati dai nostri sani e leali valori, ci difenderemo in tutte le sedi opportune per tutelare il nome della nostra società e dell’intera città. A chi da mesi lavora per distruggere il nostro progetto ed infangare il nostro nome, diciamo solo che noi continueremo ad andare avanti per la nostra umile strada e per il bene della nostra amata Gallipoli’.

La nota stampa dell’ex presidente del Gallipoli Football 1909, Paola Vella

 

È proprio la chiusura sibillina forse ha suscitato la risposta di Paola Vella che ha immediatamente affidato ad una nota stampa la risposta altrettanto puntuta: ‘É veramente incredibile come un episodio accaduto nel febbraio 2022 con conseguenze mediatiche a dir poco mortificanti a oggi venga considerato, dalla Asd Città Di Gallipoli, un «fulmine a ciel sereno». Risulta improbabile, se non fuori luogo, far credere ai propri sostenitori che la società in questione non ne fosse a conoscenza delle conseguenze che inevitabilmente sarebbero scaturite considerando la «responsabilità oggettiva» sulla vicenda. Non solo non è stato rimosso lo striscione (che non sarebbe mai dovuto entrare nell’impianto) da nessun dirigente della società, ma non è stata mai presa alcuna distanza da tale avvenimento e né tantomeno nulla è stato fatto per sedare gli animi caldi di coloro che evidentemente hanno visto nella mia persona la causa dei loro malesseri gallipolini.

Mi sembra, altresì, fuori luogo fomentare l’auto vittimismo di taluni asserendo che «hanno saputo da testate giornalistiche» il responso del provvedimento disciplinare poiché la stessa Lnd comunica in tempo reale ai soggetti interessati tutto tramite pec mail e/o tramite avvocati di parte.
Sono stanca di assistere da mesi ormai al gioco della confusione, perché è evidente che in un qualche modo mi si vuole far passare per colei che gioca a rovinare un giocattolo costruito su misura. Sta di fatto che da parte mia non ci sarà nessun passo indietro nel rispetto della mia stessa persona la quale, a più riprese, ha cercato sempre un accordo o un compromesso di piacevole convivenza. Noi presidenti di società sportive abbiamo il dovere di rispettare il territorio, chi ci opera e nello specifico le forze dell’ordine e chi ci rappresenta (Lnd). L’unico vero errore è offendere la persona, a prescindere dal sesso o dal colore della pelle: l’unica vera vittima sono io che continuo ad assistere a commenti inopportuni e a offese sui social per le quali intendo prendere immediati provvedimenti tramite il mio stesso avvocato. Avrei certamente spento i fari della vergogna mediatica (non mia), ma mi vedo costretta, per l’ennesima volta, a smentire le facili illazioni relative al mio nome nel rispetto della mia stessa famiglia. Lo sport, il calcio, non è questo: lo sport è educazione, rispetto e aggregazione’.



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