Caso Ivan Ciullo, una tesi di laurea sulla morte di Dj Navi: ‘che sia un altro passo verso la verità’

Il dj radiofonico era stato trovato impiccato in circostanze sospette nel giugno 2015. L’avv. Landolfo completa un master in criminologia e rende omaggio alla famiglia, ancora in attesa della verità

“Un pensiero a voi. Ad una famiglia che non si arrende. Ed un omaggio al tuo Ivan che merita giustizia e verità”. Lo scrive l’avvocato Maria Chiara Landolfo nel giorno del conseguimento del master in criminologia, concluso con una tesi di laurea sul caso di Ivan Ciullo.

Morte violenta e scena del crimine, gli errori nell’attività investigativa: il ruolo della difesa della parte offesa a supporto della ricerca della verità. Il caso di Ivan Ciullo”, l’oggetto dell’elaborato.

Il dj radiofonico era stato trovato impiccato ad un albero di ulivo il 22 giugno 2015, nelle campagne di Acquarica del Capo. Dalla scoperta del corpo privo di vita, molti sono stati gli approfondimenti che hanno gettato ombre su quello che presto era stato liquidato come un caso di suicidio. Ipotesi subito scartata da mamma Rita Bortone e papà Sergio Martella, da anni impegnati in una controinchiesta tesa a smontare le ricostruzioni sulla morte del figlio effettuate dai periti della procura.

Tra le maggiori incongruenze, l’integrità dell’osso ioide del collo emersa dall’esame radiologico. Una circostanza incompatibile secondo la famiglia con la ricostruzione dei medici legali, che avevano optato per il suicidio avvallato dal ritrovamento di uno sgabello nei pressi dell’albero e di una busta contenente una lettera di addio ai genitori rinvenuta nell’auto del ragazzo.

X mamma e Sergio“, era l’unica scritta a penna su un foglio battuto al computer. Ma la grafia – è la tesi dell’esame grafologico di parte condotto dal professor Maurizio D’Adamo per conto dei genitori del ragazzo – conferma i dubbi sulla morte di Dj Navi, potendo trattarsi di “imitazione mnemonica” della sua scrittura. Tesi opposta a quella propugnata dal grafologo nominato dal pm Maria Vallefuoco, secondo cui invece la scritta sarebbe riconducibile allo stesso dj.

Mentre non si sono diradate le nubi attorno alla morte di Ivan Ciullo, il caso è al centro della ricerca effettuata dall’avvocato Landolfo a conclusione del master in criminologia dell’università degli studi Niccolò Cusano di Roma. Un messaggio è stato poi indirizzato dall’avvocato alla famiglia del 34enne salentino: “Qualche minuto fa ho conseguito il master in criminologia con la votazione di 110 e lode – scrive Maria Chiara Landolfo – Ti invio copia della mia tesi, sperando che sia un primo passo verso la conquista della verità”, è il pensiero espresso a margine del percorso di studi, completato con la dedica a una famiglia ancora in cerca della verità sulla morte del figlio.



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