‘La Manovra economica del Governo Meloni penalizza il Salento’, la protesta della Uil

Manovra Finanziaria del Governo Meloni, sit in di protesta della Uil di Lecce in Prefettura per una Finanziaria più equa.

Finanziaria del Governo Meloni non piace alla Uil che lo ha ribadito a gran voce nel partecipato sit in di protesta svoltosi in mattinata davanti alla sede della Prefettura di Lecce.

Tanti i nei della manovra di bilancio che Bombardieri a Roma come Fioretti a Lecce mettono nel mirino della Uil. Provvedimenti nefasti, a detta del sindacato, che sono stati messi nero su bianco e consegnati in un documento nelle mani del Prefetto Vicario di Lecce, Antonio Giaccari.

‘Le misure paventate dal Governo Meloni – scrive la Uil – non vanno nella direzione della stabilità e sono carenti di incentivi alla creazione di lavoro stabile e sano. Le nostre richieste di ridurre il cuneo fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati, di detassare le tredicesime, gli aumenti contrattuali e la contrattazione di secondo livello, di valorizzare le pensioni (bloccate dal 2011) e di mettere in campo investimenti per l’occupazione giovanile e femminile non hanno trovato spazio nella manovra, che invece alza il tetto dei voucher, non destina risorse alle politiche attive del lavoro, non affronta davvero la questione di una riforma fiscale e dell’evasione, anzi per certi versi rischia di incentivarla con l’innalzamento del contante’.

La mobilitazione della Uil di Lecce rientra nell’ambito della protesta regionale del Sindacato che proseguirà il 20 dicembre a Bari con un nuovo presidio davanti alla sede della Regione Puglia.

“Riteniamo siano poco incisivi gli interventi economici adottati – ha ribadito il coordinatore territoriale UIL Lecce, Mauro Fioretti – e manca una progettualità che possa dare risposte alle esigenze sempre più impellenti dei cittadini e dei giovani in particolare. Precariato e povertà dilagano, soprattutto al Sud, le diseguaglianze aumentano e nell’ipotesi di manovra presentata dall’Esecutivo non c’è traccia di vere politiche espansive in grado di contrastare queste emergenze.”

La Uil teme che l’attuale proposta di manovra economica del Governo Meloni possa avere ripercussioni anche sulla Puglia: “Il nostro territorio è già falcidiato da numerose vertenze irrisolte, con centinaia di posti di lavoro a rischio nel settore industriale, la questione stabilizzazioni nella sanità e l’adeguamento dell’assistenza sanitaria alle esigenze dei cittadini, la formazione e il sistema scuola ancora troppo penalizzati”.

E poi, giù a cascata le tante questioni che riguardano il Salento, territorio più esposto alle crisi nel panorama regionale con tanti punti interrogativi a cui non si darebbe risposta: “dall’emergenza xylella che ha messo in ginocchio l’olivicoltura salentina, ai tanti problemi del settore agricolo, dove il ripristino di uno strumento come quello dei voucher non farebbe altro che togliere diritti e tutele previsti e garantiti per i lavoratori e le lavoratrici del settore; sul fronte dei trasporti, pesano la mancanza di un sistema integrato di logistica ferro-gomma-mare, la mancata riapertura dello scalo di Surbo, oltre alla cronica carenza di collegamenti efficienti da e con l’aeroporto di Brindisi, il sogno della metropolitana di superficie che speriamo non resti tale, e i lavori di ammodernamento della strada statale 275 Maglie-Leuca ancora fermi al palo; in Sanità si aggrava il problema delle liste di attesa infinite e non mancano problemi legati alla gestione degli appalti delle mense ospedaliere, ma anche al riconoscimento dei premi Covid per gli operatori sanitari; ci sono poi vertenze “storiche” ancora aperte, come quella dei lavoratori di Alba Service, degli operatori delle Terme di Santa Cesarea e, nel comparto tessile, quella dei lavoratori di Tessitura del Salento a Melpignano; e ancora, nel settore metalmeccanico abbiamo 120 esuberi di Alcar Industrie, mentre lascia perplessi il passaggio a Inps Servizi degli addetti ai call center di Comdata senza rispetto della clausola sociale”.



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