I trasporti urbani di Lecce sono sempre più al centro di numerosi dibattiti. Prima gli studenti, che avanzano le loro proposte alla Sgm, adesso è il turno della politica. Nei giorni scorsi, infatti, il Consigliere Comunale del Partito Democratico Paolo Foresio, si è messo nei panni di un comune cittadino che quotidianamente utilizza i mezzi del trasporto pubblico. Questo il diario della sua avventura.
‘L’altra mattina, alle 8.25 ho raggiunto la fermata più vicina – scrive in un reportage – su Viale dello stadio, constatando che non c’era traccia né di una pensilina dove ripararsi (infatti, pioveva) nè dei classici pannelli con orari e percorsi. Quindi, per sapere percorso e orario ho dovuto chiedere alla signora dell’edicola dove ho comprato il biglietto che mi ha gentilmente risposto che l’unico modo era chiedere all’autista, una volta che il bus fosse arrivato. È passato il bus numero 34 e l’autista mi ha informato che per andare in via XXV Luglio dovevo prendere la 25, che è arrivata esattamente alle 9.34.
Sono arrivato in Prefettura – prosegue Foresio – alle 9.45, quindi quasi un’ora e mezzo dopo essere arrivato alla fermata. Capite bene che, se avessi dovuto timbrare un qualche cartellino, sarebbe stato evidentemente un problema. Chi lavora e abita oltre la circonvallazione, come fa ad arrivare in orario? A che ora deve prendere i mezzi? Ma la questione più spinosa riguarda proprio i percorsi. Le paline sono quasi totalmente assenti e, dove ci sono, diciamo che non sono proprio intelligenti perché non danno una indicazione sulle fermate e sui percorsi che quella circolare farà e, avendo smontato i cari vecchi pannelli, questa informazione non si può avere se non dagli autisti’.
Il Consigliere Dem allora attacca: ‘E questa sarebbe una Smart City? Con un servizio di trasporto pubblico così? Anche per il ritorno ho registrato un ritardo di 15 minuti sull’orario previsto e ho scoperto che chi prende abitualmente i mezzi ne è consapevole, quasi rassegnato. E non è giusto perché sono comodi, permettono di risparmiare costi di benzina e stress da parcheggio e, se funzionassero bene, come succede in altre città italiane ed europee, i leccesi li prenderebbero. Perciò, bisogna rivedere urgentemente in modo efficace i percorsi, dotarli dei servizi indispensabili (pensiline e pannelli) e fare in modo che non accumulino ritardi e siano affidabili e puntuali. Non mi sembra un’operazione che comporterebbe costi eccessivi’.
Foresio, quindi, lancia le proposte: ‘Rivedere in maniera intelligente e razionale il servizio di trasporto pubblico non comporterebbe neanche un grande dispendio economico. Persino la giunta Perrone, sempre pronta a piangere miseria, potrebbe farlo. Ma la domanda è: perché nessuno ci pensa? Proporrò alla Commissione Traffico di prendere in carico la vicenda e di convocare Sgm al fine di mettere in campo a stretto giro un programma per far sì che anche Lecce abbia un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome’, conclude il racconto.
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