Via Bormida, Lecce. Scene di ordinario degrado

Continuano a pervenire in redazione le segnalazioni dei cittadini su zone della città prede del degrado. Dopo il Complesso Agave, oggi è la volta di Via Bormida, l’arteria che collega Via Giammatteo con Via Vecchia Frigole. La denuncia del Pd leccese

Quando una strada diventa un percorso accidentato e quando i marciapiedi danno la stessa sicurezza nel percorrerli di un filo sospeso nel vuoto, in cui è più facile cadere che passeggiarci, allora significa che c’è qualcosa che davvero non va nella viabilità cittadina.
 
E il fatto che la questione riguardi la periferia e non il centro, non è certo un’attenuante del problema bensì un’ aggravante, perché è proprio in quelle zone di città che bisognerebbe lavorare per alzare il tasso di vivibilità dei cittadini.
 
Stavolta è il turno di Via Bormida,  la strada che collega Via Giammatteo a Via Vecchia Frigole. La denuncia che arriva in redazione, corredata da un apparato fotografico corposo, non ammette repliche:  pavimentazione sconnessa, marciapiedi a rischio cadute,  pedoni costretti a ripetuti equilibrismi per non dover fare i conti con possibilità di cadute rovinose;, disagi, insomma, che costituiscono assurde barriere architettoniche per chi ha disabilità.
 
La segnalazione viene firmata da Diego Dantes, del Pd leccese, che raccoglie, a sua volta, le lamentela di numerosi cittadini della zona: «Dopo tante mie segnalazioni, mi domando se l’amministrazione comunale abbia mai pensato alla reale possibilità di individuare velocemente una politica efficace per la manutenzione dei marciapiedi ed eliminare le barriere architettoniche presenti in città. La ritengo una delle tante questioni fondamentali: una questione prioritaria per migliorare la qualità della nostra cittadina».
 
Solo qualche settimana fa avevamo raccolto la denuncia degli abitanti del Complesso Agave , in Zona Fondone, segnalata dallo Sportello dei Diritti di Giovanni D’Agata. E in tante altre occasioni non sono mancate fotografie e istantanee di angoli di città diventati discariche a cielo aperto. L’amministrazione, si dice, fa quel che può. E in tante circostanze la colpa è dei cittadini che non hanno a cuore gli spazi comuni. Stavolta, però, i cosiddetti sporcaccioni non c’entrano, stavolta si tratta di strade e marciapiedi fatti male e manutenuti peggio. Sperare in una risistemazione, alla luce dei problemi di asfitticità delle casse comunali, sembra quasi un sogno.



In questo articolo: