Vivibilità, classifica de ‘Il Sole 24 Ore’ amara per la provincia di Lecce: 105esima

Secondo la classifica di vivibilità de ‘Il Sole 24 Ore’, la provincia di Lecce si classifica 105esima su 110. Prima Bolzano, ultima Reggio Calabria. Purtroppo, emerge ancora un quadro di notevole divisione tra le realtà del Nord Italia e quelle del Mezzogiorno.

Come volevasi dimostrare, nella parte finale della speciale classifica si concentrano le province del Mezzogiorno, facendoci capire quanto ancora la tanto persistente Questione Meridionale sia ancora argomento d’attualità. Andiamo subito al sodo: nelle speciale classifica di vivibilità che stila da oltre vent’anni, ormai, il Sole 24 ore, Lecce nel 2015 si posiziona al 105esimo posto. Risultato tutt’altro che soddisfacente sebbene, rispetto ad altre realtà, le condizioni risultino migliori. Il che la dice lunga sulle difficoltà vissute dalle comunità al di sotto del territorio salentino. Reggio Calabria, ad esempio, appare chiaramente fanalino di coda. Prima posizione, invece, raggiunta da Bolzano.

L’indagine, anche quest’anno, annovera sei aree tematiche: tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente, salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero. Il tutto, per un totale di trentasei indicatori con classifiche parziali, di tappa e finali. La vera sorpresa di quest’anno viene raffigurata dalla seconda posizione raggiunta da Milano; tra le novità metodologiche, invece, il fatto che le province oggetto di statistica siano salite dal numero di 107 a 110, vista anche l’inclusione di BAT (Barletta-Andria-Trani), Fermo e Monza Brianza.

Risultato che, in relazione al ‘Tacco d’Italia’, può commentarsi partendo da una precisazione detta e ridetta migliaia di volte. Questi voti bassi, purtroppo, non sarebbero così affliggenti se solo le potenzialità della nostra terra venissero sviluppate meglio.

Certo, bisogna prenderne atto. Eppure, abbattersi non serve a nulla. Del resto, i risultati turistici favorevoli – nonché i vari riconoscimenti e la candidatura nel 2016 a Patrimonio UNESCO – rappresentano l’indole di un luogo che mai si arrenderà a numeri e statistiche, per quanto, sicuramente, precise e attendibili possano essere. Lecce in quanto capoluogo di provincia, assieme agli altri comuni, sapranno migliorare e dire la propria. Ottimismo? Forse, ma anche – e soprattutto – fiducia nelle nostre capacità inespresse.

Sulla graduatoria redatta dal quotidiano di Confidustria interviene la Vicecoordinatrice Regionale di Forza Italia, Federica De Benedetto che compie una disamica più articolata riguardante l'intera Puglia e punta l’indice sull’Amministrazione Regionale:  "La classifica annuale del Sole24Ore sulla qualità della vita delle province italiane parla chiaro: quelle pugliesi sono tutte nella parte più bassa della classifica. Bari è all' 88° posto, poco sopra c'è la Bat, Foggia al 103°, Brindisi al 91°, Lecce al 105° e Taranto al 107°.

Davvero numeri impietosi, se pensiamo che sono su 110 posizioni disponibili.

E sono sempre i dati a smentire e inchiodare il centrosinistra alle tante promesse fatte e mai mantenute in oltre 10 anni di Governo. Ogni realtà va analizzata nel proprio contesto e sarebbe irresponsabile confrontare territori completamente differenti e trarne responsabilità politiche, ma se nessuna delle nostre province riesce ad emergere e a fare il salto di qualità che i cittadini meritano, significa che manca una visione generale, un progetto di Regione e territorio lungimirante e condiviso. L'esempio doloroso della "questione Xylella" ci disegna un quadro di confusione ed incompetenza che abbraccia molti altri temi”.