Reparti dell’ospedale privi di dispositivi medici essenziali. Chiesto il processo per due dirigenti Asl

Rispondono di omissione di atti d’ufficio e di interruzione di pubblico servizio. L’udienza preliminare avrà luogo il 22 maggio

Due dirigenti dell’Asl di Lecce rischiano di finire sotto processo, per aver lasciato, in base all’ipotesi accusatoria, interi reparti dell’ospedale Vito Fazzi, sguarniti dei dispositivi medici essenziali.

Nelle scorse ore, il pm Patrizia Ciccarese ha chiesto il rinvio a giudizio per Letizia Fulceri, 59 anni di Arnesano, direttrice della Farmacia ospedaliera del Vito Fazzi nonché direttrice dell’esecuzione del contratto, e per Silvio Schito, 67enne, di Alliste, nelle vesti di responsabile unico del procedimento e dirigente dell’Area Gestione del Patrimonio dell’Asl leccese. Rispondono di omissione di atti d’ufficio e di interruzione di pubblico servizio. L’udienza preliminare avrà luogo il 22 maggio, davanti al gup Tea Verderosa. In quella sede, il giudice stabilirà se accogliere l’istanza della Procura.

Non solo, Fulceri e Schito potranno chiarire le loro posizioni e avanzare istanza di riti alternativi.

Le indagini svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Lecce hanno preso il via dalla denuncia del legale rappresentante della Perhospital, indicata tra le persone offese.

Quest’ultima, assieme all’Asl e ed alla Regione Puglia, compaiono come “persone offese” e potranno costituirsi parte civile in un eventuale processo.

I fatti, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti ad aprile del 2023. Nello specifico, la Fulceri avrebbe non avrebbe provveduto ad approvvigionarsi dei presidi medici Sorbaviewshield (ovvero gli attuali S10PRHF) dei kit interventistici da radiofrequenza e dei materiali di consumo per gli umidificatori modello MR950, tutti forniti dalla società Perhospital srl. Una carenza che avrebbe compromesso il regolare funzionamento delle unità di Neuroradiologia, di Anestesia e Rianimazione del Vito Fazzi.

A Schito viene invece contestato di non aver sottoscritto il contratto con la società, nonostante l’aggiudicazione fosse già avvenuta e di non aver controllato il corretto svolgimento delle procedure.

Le accuse saranno vagliate durante l’udienza preliminare.