Sul decesso del 29 gennaio scorso, di un 76enne di Corsano che poche ore prima era stato dimesso dall’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, dopo una coronaro-Tac con mezzo di contrasto, sarà la Procura a fare chiarezza. Nelle scorse ore, il figlio, assistito dall’avvocato Luciano De Francesco, ha presentato una denuncia-querela. Chiede che sia fatta luce su quanto accaduto e vengano accertate eventuali responsabilità dei sanitari.
In base a quanto riferito nella querela, quel giorno, il 76enne si era recato autonomamente in ospedale per sottoporsi alla suddetta Tac. Sul suo corpo, però sarebbero comparsi dei ponfi, accompagnati da uno stato di malessere generale e dei fastidi alla gola. Il personale dopo avere contattato il figlio, poi giunto in ospedale, avrebbe somministrato al paziente del cortisone.
Sempre in base a quanto riportato nella denuncia, dopo circa mezz’ora, un’infermiera si sarebbe avvicinata al paziente che era seduto su una sedia e per comunicargli che poteva tornare a casa. Ciò sarebbe senza che venisse effettuato un monitoraggio dei parametri vitali del 76enne.
Sulla strada del ritorno a casa, il figlio, che seguiva il padre con un’altra auto, notava una guida incerta.
La situazione sarebbe ben presto precipitata, poiché giunti davanti all’abitazione, il 76enne mentre si trovava ancora seduto in macchina, avrebbe manifestato difficoltà respiratorie piuttosto gravi con conseguente fuoriuscita di schiuma dalla bocca e muco misto a sangue.
Veniva allertato il 118 e dopo mezzora, sarebbe giunta un’ambulanza con tre operatori ma senza il medico a bordo che sarebbe sopraggiunto solo in un secondo momento, ma con l’automedica. Il 76enne intanto sarebbe stato sottoposto a massaggio cardiaco per poi essere trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Tricase. Qui è arrivato alle 19.44. Il decesso è sopraggiunto appena dieci minuti dopo. Nel referto, la causa viene indicata come “arresto cardiocircolatorio da shock allergia”.
La famiglia sostiene che la morte del 76enne sia riconducibile alla reazione allergica al mezzo di contrasto, che sarebbe stata sottovalutata dal personale sanitario.
