Nuova stretta sul lavoro sommerso e sullo sfruttamento lavorativo in Salento. Nell’ambito del Progetto A.L.T. Caporalato T.R.E., finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) di Lecce ha coordinato una fitta serie di controlli per tutto il mese di maggio.
L’operazione della caporalato Lecce task force ha setacciato l’intero territorio provinciale, concentrandosi nei due settori più a rischio: l’agricoltura e l’edilizia.
Una sinergia sul campo: le forze in gioco
La maxi operazione ha visto l’impiego di un imponente schieramento interforze. Sotto la guida degli ispettori di vigilanza ordinaria e tecnica dell’ITL di Lecce, hanno operato ispettori degli Uffici di Bari-BAT, Brindisi e Foggia; i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecce; funzionari di vigilanza INPS e un ispettore INAIL. e tecnici della prevenzione dello Spesal Nord di Lecce.
Fondamentale è stato inoltre il supporto sul campo dei mediatori dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), il cui intervento ha facilitato il dialogo e la tutela dei lavoratori stranieri coinvolti.
I numeri dei controlli: aziende ispezionate e irregolarità
L’attività ispettiva ha passato al setaccio decine di realtà produttive della provincia di Lecce, portando alla luce diverse criticità sia sul piano contrattuale che su quello della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono state ispezionate 12 imprese edili e 11 agricole.
A seguito delle verifiche, 3 lavoratori sono risultati completamente in nero, privati di qualsiasi tutela contrattuale, previdenziale e assicurativa.
Violazioni riscontrate: turni massacranti e carenze sulla sicurezza
Le irregolarità emerse non hanno riguardato solo il lavoro sommerso, ma anche il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e delle norme antinfortunistiche.
Le principali violazioni amministrative e penali rilevate sono state lo sfruttamento dell’orario di lavoro: superamento delle ore settimanali consentite e violazione del diritto al riposo giornaliero e settimanale; irregolarità retributive: omessa tracciabilità dei pagamenti degli stipendi; e impianti non autorizzati: accertata una violazione in materia di videosorveglianza.
Sul fronte della salute e sicurezza, gli ispettori hanno impartito 20 prescrizioni e notificato 2 disposizioni per attrezzature e luoghi di lavoro non idonei o non conformi ai requisiti di legge.
Scattano le sanzioni: due attività sospese
Il bilancio finale della task force ha portato all’adozione di 2 provvedimenti di sospensione immediata dell’attività imprenditoriale: il primo provvedimento è scattato a causa dell’impiego di lavoratori in nero e il secondo è stato motivato dalla mancata elaborazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), una delle più gravi omissioni in materia di sicurezza sul lavoro.
I controlli della task force sul territorio salentino proseguiranno anche nei prossimi mesi per garantire la legalità e contrastare efficacemente il fenomeno del caporalato.





