Quattro rapine in tre giorni tra Lecce e provincia. 45enne condannato a 4 anni e 6 mesi

Il rapinatore venne “incastrato” dai filmati delle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali e da quelle scarpe con le quali è stato rintracciato nel piazzale della stazione ferroviaria di Lecce.

Si conclude con la condanna il processo a carico del presunto responsabile di quattro rapine in tre giorni, tra Lecce e provincia. Il gup Alessandra Sermarini, al termine del giudizio abbreviato, ha inflitto la pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione (con le attenuanti generiche) a Francesco Antonelli, 45enne leccese. Il pm Donatina Buffelli aveva invocato la condanna a 6 anni e 6 mesi.

L’imputato è assistito dall’avvocato Massimiliano Petrachi che potrà presentare ricorso in Appello.

L’uomo avrebbe sempre agito con il volto coperto e brandendo un taglierino. Il 45enne è risultato l’autore della rapina all’ufficio postale di via Benedetto Croce a Lecce, avvenuta il primo dicembre del 2021, con un bottino di circa 1.414 euro. E ancora, gli viene attribuito il colpo messo a segno, il giorno dopo, alla Tabaccheria Marotta della Zona 167 A in Piazza Napoli, dove tra biglietti di varie lotterie e ricariche poste pay avrebbe sottratto ben 6mila euro. E nella stessa giornata, l’uomo avrebbe rapinato anche il supermercato MD di Cutrofiano, portandosi via la somma di 471euro. E infine, gli viene addebitata la rapina all’ufficio postale di viale Taranto, sempre a Lecce, in data 3 dicembre, al termine della quale, avrebbe sottratto, la somma di oltre 1.000 euro.

Il rapinatore è stato “incastrato” dai filmati delle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali e da quelle scarpe con le quali è stato rintracciato nel piazzale della stazione ferroviaria di Lecce.

Le indagini, coordinate dal pm Paola Guglielmi e condotte dagli agenti della Squadra Mobile, hanno portato all’emissione del fermo, poi convalidato dal gip Alcide Maritati che ha confermato il carcere. Durante l’interrogatorio, ha ammesso le rapine agli uffici postali di Lecce ed ha sostenuto di avere agito spinto dalle difficoltà economiche e dal suo stato di tossicodipendenza.



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