Doveva difendersi dall’accusa di avere preteso con violenza, in più di una circostanza, a partire da aprile del 2024, piccole somme di denaro (tra i dieci ed i venti euro) per l’acquisto di sigarette, arrivando a minacciare il padre con un’ascia.
Oggi, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, il gup Angelo Zizzari ha condannato l’imputato difeso dall’avvocato Diego De Cillis, potrà decidere di fare ricorso in Appello.
In base al’ipotesi accusatoria, il giovane avrebbe inveito ripetutamente contro il padre, sfasciando gli arredi di casa e lanciandogli anche oggetti. Parliamo anche di una paletta in ferro del camino. E in una circostanza, come detto, lo avrebbe minacciato, brandendo un’ascia. Nel corso di un’ altra aggressione, risalente al 5 agosto del 2025, il 33enne lo avrebbe fatto cadere a terra e gli avrebbe stretto le mani attorno al collo.
Dopo l’ennesima violenza avvenuta per mano del figlio, l’uomo decise di sporgere denuncia. Durante le indagini, il gip Giulia Proto dispose nei confronti del 33enne, la misura cautelare del carcere, che venne, in un secondo momento, alleggerita con quella dei domiciliari.
Ora si attendono le motivazioni della sentenza.
