Si conclude con quattro condanne per oltre 30 anni complessivi di carcere. Non solo, con diverse assoluzioni e una serie di proscioglimenti per prescrizione, il processo con rito ordinario, relativo all’operazione antidroga “Battleship”, culminata nel marzo del 2019 con 14 arresti. Secondo la tesi accusatoria, un ruolo chiave era ricoperto dalle donne del presunto clan mafioso “Caracciolo-Montenegro” di Monteroni, ritenuto una costola del clan Tornese. Esse impartivano ordini, dirigevano le operazioni, anche le più delicate e spesso ci mettevano la faccia, rendendosi protagoniste di minacce ed intimidazioni.
I giudici in composizione collegiale (presidente Annalisa de Benedictis), nella giornata di lunedì, hanno inflitto: 14 anni di reclusione a Maria Lucia Maniglia, 60enne di Monteroni. Secondo l’accusa, si sarebbe “occupata” degli approvvigionamenti di droga, soprattutto cocaina, e adoperata nel recupero crediti per precedenti cessioni di stupefacenti. La stessa accusa era rivolta ad Erika Caracciolo, 37 anni, di Copertino, ma al termine del processo è stata assolta “per non aver commesso il fatto”.
Condanna a 10 anni per Piergiorgio De Donno, 39enne di Porto Cesareo. ritenuto partecipe di un’altra associazione dedita al commercio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti arrivate dall’Albania in Salento. De Donno è stato assolto, “perché il fatto non sussiste”, dal reato di associazione mafiosa.
Assolti “per non aver commesso il fatto” dall’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga, altri due imputati: Astrit Metini, 45 anni, residente a Casarano, e Luigi Reho, 67enne di Matino.
Condanna a 4 anni per Giovanna Perrone, 63enne di Lecce ed Emanuel Centonze, 29enne di Monteroni. Sono stati riconosciuti responsabili del reato di rapina, ma con l’esclusione dell’aggravante mafiosa.
Infine, per un altro imputato è stato dichiarato il non luogo a procedere per morte del reo.
Il collegio difensivo
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Luca Puce, Americo Barba, Carlo Martina, Ladislao Massari, Stefano Prontera, Angelo Vetrugno, Cosimo D’Agostino, Massimo Bellini, Francesco Fasano, Stefano Pati, Giuseppe Presicce, Rocco Vincenti, Giuseppe Bonsegna, Stefano Stefanelli, Mario Coppola, Giuseppe Romano, Pantaleo Cannoletta.
Una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro 90 giorni), potrà essere presentato appello contro le condanne.
I reati contestati, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda e condotta dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza, a vario titolo e in diversa misura, erano: associazione di tipo mafioso, associazione a delinquere finalizzata alla produzione ed al traffico internazionale di droga, estorsione, rapina, furto e minaccia aggravata.
Nel 2020, il gup Simona Panzera inflisse pene complessive per oltre due secoli di carcere. In alcuni casi cadde l’accusa di associazione mafiosa. Va detto che furono condannati a 20 anni ciascuno: Alessandro Caracciolo, detto “Frasola” 64enne di Monteroni e la moglie Maria Antonietta Montenegro, 56 anni di Monteroni. Successivamente le pene furono confermate in Appello, ma la Cassazione poi le annullò con rinvio, per la celebrazione di un nuovo processo con tredici imputati che entrerà nel vivo il 29 maggio e dovrà sostanzialmente stabilire l’esistenza dell’associazione mafiosa.
