Rapinarono a bordo di una Maserati, un distributore di benzina. Due condanne

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, i due squinzanesi avrebbero messo in atto la rapina, giungendo al distributore a bordo di una Maserati, noleggiata nella stessa giornata.

Termina con la condanna il processo ai due uomini che a bordo di una Maserati, presa a noleggio il giorno stesso, avrebbero rapinato un distributore di carburanti Ip sulla strada statale Lecce-Brindisi, nel territorio di Squinzano, il 16 maggio 2023.

Ieri, al termine del processo con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo), scelto dagli imputati, il gup Marcello Rizzo ha inflitto la pena di 5 anni e 2 mesi di reclusione a Francesco Morelli, 31enne e 3 anni e 8 mesi a Mattia Pennetta, 26enne, entrambi di Squinzano.

I due imputati sono difesi rispettivamente dagli avvocati Raffaele Benfatto e Giuseppe Presicce e potranno fare ricorso in Appello.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, i due squinzanesi avrebbero messo in atto la rapina, giungendo al distributore a bordo di una Maserati, che era stata noleggiata nella stessa giornata da Pennetta. La targa della macchina di lusso, va detto, era stata preventivamente coperta con del nastro argentato.

In base all’accusa, rappresentata dal pm Donatina Buffelli, una volta raggiunta l’area di rifornimento, i due sarebbero scesi dal mezzo con il volto travisato dal passamontagna. A quel punto, Pennetta avrebbe fatto da palo a Morelli. Il 31enne, impugnando un fucile a canne mozze, avrebbe  minacciato il dipendente, costringendolo a consegnargli il denaro custodito nel borsello, pari a 150 euro. Non solo, una volta raggiunto l’ufficio del distributore, si sarebbe fatto dare, sempre sotto la minaccia del fucile, anche 1.300 in contanti che l’addetto conservava nelle tasche dei pantaloni.

Per questa inchiesta i due furono indagati a piede libero. Morelli, però, finì in carcere, appena due mesi dopo, quando i carabinieri lo trovarono in possesso di varie armi e munizioni e quasi 400 grammi di hashish. In primo grado venne condannato in abbreviato a 4 anni e 8 mesi, ma in appello, la pena venne concordata a 3 anni e 10 mesi e ottenne gli arresti domiciliari.



In questo articolo: