Inchiesta su spaccio di droga, pestaggi ed estorsioni nel Nord Salento. Due condanne con rito abbreviato

Invece, il terzo imputato è stato già rinviato a giudizio in una scorsa udienza ed il processo si aprirà nel mese di gennaio davanti ai giudici in composizione collegiale.

Arrivano due condanne, relative all’operazione investigativa della Dda del marzo scorso, su un’attività di spaccio di marijuana e cocaina con il coinvolgimento di minorenni, pestaggi e presunte estorsioni tra Campi Salentina e Novoli.

Il gup Alcide Maritati, al termine del rito abbreviato, ha condannato Andrea Giannone, 25 anni di Campi Salentina alla pena di 6 anni e 4 mesi per spaccio di sostanze stupefacenti e lo ha assolto dal reato di estorsione con metodo mafioso ed ha condannato Pasquale De Michele, 32 anni di Campi Salentina a 1 anno e 6 mesi, per il solo reato di lesioni.

Sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Francesco Tobia Caputo e Salvatore Rollo.

Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Giovanna Cannarile, ha invocato la condanna a 10 anni ed 8 mesi per Giannone ed a 2 anni per De Michele.

Invece, Massimo Scalinci, 45 anni di Campi Salentina, difeso dall’avvocato Salvatore Rollo, è stato rinviato a giudizio in una scorsa udienza ed il processo si aprirà nel mese di gennaio davanti ai giudici in composizione collegiale.

L’operazione investigativa risale al mese di marzo scorso, quando i Carabinieri della Sezione Operativa del Nor della Compagnia di Campi Salentina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Massimo Scalinci, 45 anni, Andrea Giannone, 25 anni, e Pasquale De Michele, 32 anni, tutti di Campi e già noti alle Forze dell’Ordine, a firma del gip Cinzia Vergine su richiesta della Dda.

Nel corso delle attività investigative sono stati identificate e deferite in stato di libertà altre due persone coinvolte a vario titolo nell’indagine, ma con minori responsabilità.

Il promotore dell’attività illegale, venne individuato in Massimo Scalinci, con numerosi precedenti penali tra i quali anche il reato di associazione mafiosa. Invece, Andrea Giannone, pregiudicato per reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, venne ritenuto figura di primo piano nella gestione della vendita di stupefacenti al dettaglio che è stata imposta a giovani del posto, anche minorenni.

L’indagine ha fatto emergere oltre ad un giro daffari di migliaia di euro con la vendita e la movimentazione di almeno un chilo di stupefacente al mese, con decine di assuntori.

Sono stati altresì, documentate, spedizioni punitive, minacce, pestaggi e atti intimidatori che il gruppo capeggiato da Scalinci ha posto in essere per far prevalere la supremazia sul territorio nei confronti di coloro che per qualche ragione venivano meno alle loro imposizioni.

Al termine delle perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti, presso l’abitazione di Scalinci, e posti sotto sequestro, 7 involucri di marjuana del peso di 50 grammi cadauno, 5 grammi di cocaina e 700 euro ritenuti provento attività, pertanto l’uomo è stato arrestato anche in flagranza di reato per detenzione a fini di spaccio.

I tre, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di “Borgo San Nicola” a Lecce. Attualmente, Scalinci si trova ancora in carcere; Giannone è ristretto ai domiciliari, mentre De Michele si trova a piede libero.



In questo articolo: