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Presunte irregolarità relative al Lido Salapia di San Cataldo. Due condanne e quattro assoluzioni

by Angelo Centonze
14 Dicembre 2022 20:49
in Cronaca
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Arrivano due condanne e quattro assoluzioni al termine del processo sulle presunte irregolarità relative al Lido Salapia di San Cataldo.

I giudici della seconda sezione collegiale (presidente Cinzia Vergine), nella serata di oggi, hanno condannato a 2 anni con pena sospesa e non menzione e concedendo le attenuanti generiche, Pasquale Gorgoni, 66enne leccese e Giancarlo Pantaleo, 66 anni di Monteroni, per il solo reato di falso in atto pubblico.

Assoluzione, perché il fatto non sussiste, per le opere rimosse il 27 febbraio del 2014, nei confronti di Gorgoni e Pantaleo e anche di: Fernando Maggiore, 64 anni di Lecce; Luigi Maniglio, 71enne leccese; Claudia Branca, 59enne leccese. Si tratta di funzionari e dirigenti, all’epoca dei fatti, del Comune di Lecce. Disposta l’assoluzione anche per l’imprenditore Giancarlo Saracino, 69 anni di Lecce, legale rappresentante della ditta “Saracino Costruzioni” s.r.l.

Il collegio giudicante ha inoltre dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di tutti gli imputati per gli altri reati contestati.

Il pm Massimiliano Carducci, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 3 anni ed 8 mesi per Gorgoni ed a 3 anni e 6 mesi per Pantaleo e la prescrizione del reato per tutti gli altri.

Gli imputati rispondevano a vario titolo ed in diversa misura di: abuso d’ufficio in concorso, falso in atto pubblico, occupazione abusiva di spazio demaniale, abusivismo edilizio.

Sono difesi dagli avvocati: Giuseppe Corleto, Amilcare Tana, Umberto Leo, Andrea Sambati, Massimo Manfreda ed Andrea Conte che potranno presentare ricorso in Appello, appena depositate le motivazioni della sentenza, entro 90 giorni.

Le prime contestazioni risalgono al settembre 2013. Dopo il sequestro del lido a seguito di indagini coordinate dalla Procura e condotte dalla Guardia Costiera, sarebbero però continuate “le innovazioni non autorizzate nella suddetta area demaniale”, fino al marzo del 2018.

Tra i provvedimenti contestati: l’installazione di sacchi in geotessuto riempiti di sabbia nello specchio d’acqua antistante lo stabilimento, senza la necessaria verifica di impatto ambientale, di competenza regionale. A quale scopo? Ritiene il pm, per limitare l’erosione marina ed evitare il cedimento delle cabine, aumentando le file degli ombrelloni che l’assottigliamento della sabbia aveva costretto a togliere, “per l’attività turistico ricreativa fino al termine della stagione”.

Inoltre, la Procura contestava agli indagati di avere ampliato abusivamente: fabbricati in legno, telai, pontili, barriere etc. Tra le contestazioni anche quella di avere alterato una planimetria relativa a lavori di adeguamento igienico -sanitario.

Come detto, la maggior parte delle accuse sono cadute al termine del processo.

Ricordiamo che il lido Salapia è stato demolito nel mese di marzo del 2018

 

 

 

Tags: lido-salapiaprocesso
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